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"Questa roba? Ma se è a malapena una sottoveste!" sfiorando la semplice veste di seta "Facile parlare per voi, coi vostri comodi calzoni.... Vi credete davvero tutti grandi e grossi?" scuotendo la testa, ma evitai di ribattere.
Mi sentivo terribilmente a disagio così svestita, ma non avevo alternative. Così seguii i tre sottocoperta. "Che meraviglia.." sorrisi all'uomo "Diamine, non mangio decentemente da giorni.." sedendomi con gli altri. |
“Devi capire il capitano Velv, Altea...” disse Tommaso a sua cugina “... c'è stata la battaglia, l'affondamento delle due fregate e i danni alla nave ammiraglia... e cosa più importante poi la sparizione di lady Yolanda...” le strinse le mani per rassicurarla “... quanto a Costanza non devi preoccuparti, sono certo che sarà già tornata a casa vedrai.” Sorridendole.
“Il giglio è nero” avvicinandosi Musain al parapetto e restando a guardare il mare “perchè è il nostro nemico.” “Si, dite il vero...” annuendo Tommaso “... il Giglio di Capomazda è Verdeaureo, dunque il nero raffigura il suo opposto immagino.” “Hihihihihi...” arrivando Burmid “... se davvero il nostro nemico è un fiore allora sarà più facile strapparlo e gettarlo via... hihihihihi...” In quel momento tornò sul ponte la gabbianella blu e subito si posò sul braccio di Burmid. “Ah, eccoti, amica mia!” Esclamò il capo dei mercenari. “Dov'eri finita? Ti sei persa una bella battaglia, sai? Ma tranquilla, ci sarai quando vedremo penzolare quel bastardo di Irko il Rosso... hihihihihihi...” |
Forse ero troppo ansiosa....forse era il mio animo che si era impantanato in questa situazione......." Messer Nettuno.....io non ricordo di aver umiliato nessuno.......vi ho ospitato anche se non sapevo chi foste.....e mi date della Circe?........Voi forse non ricordate....che mi avete umiliato come donna sino a stanotte eppure....non avete prova che io sia una poco di buono.....lasciate stare....state affogando il cervelli nelle vostre stupidaggini.....". Intanto in lontananza incominciai a vedere un isola...ed ebbi nostalgia per l'isola che mi aveva protetto..."marinaio...a quanto pare...stiamo attraccando sull'isola.....del padrone......".....
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"Posso capire i motivi di Velv..ma i miei..nessuno li capisce? Questa è la vostra vita non la mia..e sono qui senza titubanze e nessuno gliene importa" dissi risentita..nessuno capiva l'inquietudine che si era impadronita di me?
Arrivarono Musain e Burmid e ascoltai perplessa le parole di quello strano uomo e ad un tratto arrivò pure Matiz e alla sua vista sorrisi e mi avvicinai a lei.."E' stupenda" guardai Musain "il vostro capo non vuole regalarmela..non era neppure sua, mi farebbe molto piacere averla, è cosi delicata... quando arriva sembra quasi messaggera di un celato e ignoto messaggio." Udii la sentenza di Burmid e la sua risata....calma Altea, so che vorresti spiattellargli in faccia quanto sia odioso e di smetterla con quella stupida risata. "Messer Musain..perchè un Giglio Nero? Diteci di questo nemico.." |
A quelle parole di Elisabeth, Nettuno non replicò nulla, limitandosi solo a fissare Pileo con una strana smorfia sul viso.
“Sua maestà pare si sia offesa...” disse poi ad un orecchio del vecchio. “Si, madama...” il marinaio alla finta Symoin “... ecco l'isola del padrone...” Poco dopo la barca raggiunse quell'isola, fino ad arrivare ad un piccolo porto. Da qui era possibile scorgere un maniero che dominava quel luogo da un'altura. “Sembra l'isola dei misteri...” mormorò Nettuno “... già, visto che ignoriamo tutto, persino il motivo che ci ha condotti qui...” https://carolinelquick.files.wordpre.../hogwarts2.jpg |
Clio si sedette insieme agli altri intorno a quella ricca tavola, assaggiando quel cibo e gustando quel vino.
Naturalmente gli occhi di tutti erano solo per lei. Avere a bordo una bella ragazza non era probabilmente cosa di tutti i giorni e quel vestito faceva poi il resto. “Champenuan...” disse Afiel “... come mai hai cucinato un piatto di pesce? Certo era squisito, ma al capitano tutti sanno che piace più la carne.” “E chi lo ha detto?” Fissandolo Morice, un altro della ciurma. “Tutti lo sanno.” Annuì Afiel. “Non è vero.” Scosse il capo Luk, un altro di loro. “Al capitano piacciono i cibi buoni.” “Forse preferisce la carne al pesce” mormorò Miseria “ma di fronte ad un piatto buono non muove certo critiche.” “Parole sante!” Esclamò Champenuan. “Ma dov'è ora il capitano?” Chiese Afiel. In quel momento nella stanza entrò un omone. Era alto, grosso e dal volto accigliato. “Ehi, Ammone!” Guardandolo Irko. “Dov'è il capitano?” “Stasera è inquieto.” Rispose l'omone, per poi sedersi a tavola e mangiare con loro. “Inquieto?” Ripetè Miseria. “Si, malinconico.” Annuì Irko. “Questo intendeva Ammone.” “Perchè è triste?” Domandò Afiel. “Malinconico non vuol dire triste.” Rispose Irko. “Che differenza c'è tra malinconico e triste?” Bevendo Miseria. “O anche con nostalgico?” Mangiando Morice. “Lui non è un uomo di mare.” Sentenziò Irko. “E' stato costretto a diventarlo.” |
“Gli animali” disse Musain ad Altea “scelgono loro i propri padroni e non il contrario.”
“Hihihihihi...” annuendo Burmid “... è vero... hihihihihihi... quanto a questo fantomatico giglio, in verità cambia poco... è un nemico, dunque è feccia, melma e come tale va trattato... hihihihihihihi...” In quel momento la vedetta segnalò Baias all'orizzonte. “Finalmente... hihihihihi...” impaziente Burmid “... non ne potevo più... prepariamoci ad entrare nel porto.” “Appena a terra” Velv ad Altea “ti riaccompagnerò a Capomazda. Naturalmente se attenderai che io faccia prima rapporto all'ammiraglio Oxuid.” |
Risi di gusto...non potevo credere quella bellissima gabbianella, dunque, avesse il gusto dell' orrido avendo scelto Burmid come suo padrone.
Finalmente stavamo quasi arrivando al porto di Baias e Velv mi si avvicinò.."A dire il vero..devo andare prima nella mia dimora e accertarmi di mia sorella Costanza ovvero se è stata ritrovata..poi ovvio verrò a Capomazda, anche se non mi mancano le altre tre sorelle e mia madre..ma mio padre, mio nonno e il Duca molto e finalmente potrò stare un pò tranquilla, quindi potrai trovarmi li nella dimora a Baias" dissi guardandolo enigmaticamente...cosa aveva in mente? |
Lo stoccafisso era squisito.
"Diamine, non si mangiava tanto bene sulla mia nave nemmeno quando c'ero io in cucina.." sorrisi "Ah, io sono cresciuta in montagna, ma preferisco di gran lunga il pesce alla carne.." finendo il piatto e il vino "Rimpiango solo il vino di quei luoghi.. e soprattutto il valore che la gente gli attribuisce.." mormorai. E il fresco, e le montagne innevate, e i boschi, i ruscelli. Parlavo di cibo, per la miseria.. "Uomo misterioso il vostro capitano.." sorrisi "Non è un lupo di mare, dite? E' per questo che ha preferito un vascello volante?" scherzai, versandomi altro vino "Beh, posso comprenderlo, io stessa non avrei mai pensato di prendere il mare, darmi alla pirateria... eppure ormai amo questa vita.. la compagnia è migliore, il profitto non manca, e la libertà non ha prezzo..." sorrisi, bevendo un sorso "Ma volte la vita riserva strane sorprese.. io fuggivo dalla legge, quando mi sono imbarcata anni fa, diamine sembrano secoli... cos'ha spinto in mare il vostro capitano, se posso?". Ero sempre più curiosa. |
“Bene.” Disse Velv ad Altea. “Così mentre tu tornerai nella tua dimora a Baias, io andrò dall'ammiraglio. Mi aspetterai ed io appena pronto passerò a prenderti per andare poi insieme a Capomazda.” Sorrise, accarezzandole i capelli che l'aria di mare aveva reso inquieti ed umidi. “Tranquilla, vedrai che tua sorella Costanza è nella vostra dimora a Baias.”
La nave di Picche entrò finalmente nel porto e poco dopo tutti loro scesero a terra. Velv chiamò una carrozza e incaricò il cocchiere di accompagnare Altea nella sua dimora. “Andate anche voi con vostra cugina.” Rivolgendosi a Tommaso. “Non mi va che viaggi sola. Avete un giorno di permesso.” “Grazie, signore.” Ringraziò Tommaso. Velv poi si avviò, con Burmid ed i suoi, verso la sede dell'Ammiragliato. |
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