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Più andavamo avanti, più rimanevo disgustata con una smorfia a quella melma.
Poi, arrivammo in una sala buia e vidi qualcosa brillare. "C'è qualcosa che luccica..." Inviato dal mio E506 utilizzando Tapatalk |
"Non lo so.. dico io..." pensierosa "Mi piaceva di più la versione in cui eravamo soli soletti in questa vecchia rocca.." facendogli l'occhiolino.
Ma poi udimmo qualcosa. Un tipo di voce che non avevo mai udito. Un bambino. Avevo visto molte bambine, quando io stessa lo ero, ma mai un bambino. Ero terribilmente incuriosita. "Sì, andiamo!" dissi ad Icarius, seguendolo verso quella voce. Intanto un freddo frizzantino avvolgeva tutto intorno a noi. |
“Si, è vero...” disse Gillen a Gwen, per poi avvicinarsi.
“Aspetta...” Selia accendendo un po' di polvere fatata ed illuminando quell'ambiente. Allora riuscirono a vedere cosa brillava a stento nella penombra. “Sembra una sorta di corazza...” fece Gillen “... mancano però dei pezzi...” “Si, esatto.” All'improvviso una voce dietro di loro. |
Icarius e Clio seguirono quella voce.
“Di qua...” disse lui a lei “... proviene da qui...” Ad un tratto nel corridoio apparve una figura. Era proprio un bambino. “Ehi, piccolo...” Icarius “... sei il figlio del custode? Dove sono i tuoi genitori? Ci porti da loro?” |
Seguii Icarius in quei corridoi, con la sola guida della voce di quel bambino.
E alla fine lo incontrammo, il bambino. Icarius gli parlò mentre io restai in silenzio ad osservarlo, quasi volessi studiarlo. Dovevo ammettere che la cosa mi sembrava parecchio inquietante ma evitai di dirlo ad alta voce. Chissà chi era e che cosa ci faceva lì tutto solo. |
Il bambino guardò Icarius, Clio e poi sorrise.
“Piccolo, su, portaci dai tuoi genitori...” disse lui. “Volete giocare con me?” Chiese il bambino. “Giocare?” Ripetè Icarius. “Si, ho perduto il mio tesoro...” annuì il piccolo. “Che tesoro?” Icarius. Il bambino però non rispose e andò via, svanendo nel buio del corridoio. “Sarà meglio prendere la lampada a gas...” Icarius a Clio “... qui è tutto buio...” |
Inquietante, sempre più inquietante quel bambino che appariva e spariva nel buio.
Icarius sembrava intenerito ma io ero rimasta parecchio diffidente. Poi quelle parole, quel gioco. Che cosa aveva perduto? Che cosa dovevamo cercare? Bisognava scoprirlo assolutamente. Annuii ad Icarius. "Sì, prendiamola..." guardandomi attorno "Chissà quali misteri racchiude questa rocca.." mormorai. |
Icarius tornò indietro e prese la lampada.
“Andiamo...” disse poi a Clio “... il bambino è andato di là... magari lo avranno richiamato i suoi...” E si incamminarono in quel corridoio buio e freddo. E più avanzavano, più l'aria si faceva fredda. Ad un tratto udirono altre voci. Erano di altri bambini, tutte sovrapposte, come se giocassero. “E lo do all'uomo nero che lo tiene un anno intero...” |
"Sì.." risposi, titubante, a Icarius.
Tornò con la lampada e ci mettemmo alla ricerca di quel bambino. Ma non era solo. Altre voci, altri bambini nascosti nell'oscurità. La cosa era sempre più inquietante, e mi strinsi ad Icarius, vagamente spaventata. Che cosa stava succedendo? |
Icarius comprese l'inquietudine di Clio e le cinse i fianchi con un braccio, stringendola a sé, mentre con l'altra mano teneva la lampada puntata in avanti.
“Ehi...” disse ad alta voce “... chi è là? Chi c'è?” Le voci cessarono. Ad un tratto un rumore. Allora dal buio del corridoio qualcosa rotolò verso di loro. Icarius la fermò con la suola. “E' una palla...” mormorò “... probabilmente ci giocavano i bambini che abbiamo udito...” |
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