Camelot, la patria della cavalleria

Camelot, la patria della cavalleria (http://www.camelot-irc.org/forum/index.php)
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-   -   Personaggi Bedivere o Lancillotto? (http://www.camelot-irc.org/forum/showthread.php?t=1114)

Guisgard 24-11-2011 01.42.46

Emrys, amico mio: mi sa tanto che a voi non sta molto simpatico il prode Lancillotto :laughing_lol1:

Morris 24-11-2011 18.30.19

Chi preferisco tra Bedivere e Lancillotto?
Lancillotto è figlio dello scontatissimo "scandalo a tutti i costi"... sennò la storia è noiosa.
Bedivere è figlio del puro eroismo: cavaliere che combatte con un sol braccio!

E' chiarissimo, al di là della veridicità della loro esistenza, scelgo Bedivere.


Sir Morris

Guisgard 24-11-2011 20.22.06

Eh, come siete severi col povero Lancillotto, amici miei… :neutral_think:… dopotutto è stato solo coerente con se stesso fino all’ultimo, visto che egli è il campione di Amore per eccellenza!
Beh, speriamo almeno che, quando qualcuno un giorno si rammenterà della nostra Camelot e dei suoi invincibili cavalieri, la critica sarà più indulgente verso sir Guisgard che, come Lancillotto, è il prediletto di messer Amore per antonomasia… :rolleyes:

Mordred Inlè 24-11-2011 20.39.11

Citazione:

Originalmente inviato da Guisgard (Messaggio 41200)
Milady, io credo che ognuno fondamentalmente sia libero di scegliere ed amare ciò che più gli aggrada.
Ovviamente sempre nel rispetto degli altri.
Qui non stiamo sentenziando su niente e su nessuno (ci mancherebbe; Camelot è immune dalle miserie e dai mali che affliggono il mondo), ma stiamo solo trattando su temi, materie e cicli che nel corso della storia hanno assunto una dimensione propria.
La letteratura cortese romanza, quella del ciclo arturiano, è un genere che nasce nel Medioevo ed è quindi intriso di quei classici valori e ideali che sono alla base di quella produzione artistica/culturale.
La letteratura cortese elabora le sue tematiche sul principio della cavalleria e questa richiama tipologie comportamentali ben chiare, che escludono certi concetti e situazioni di cui abbiamo parlato sopra.
Questo non vuol dire demonizzarle, ma solo che non trovano riscontro in quel genere letterario.
Cosa differente, invece, quando si parla di letteratura classica.
Nell’Iliade, ad esempio, in alcuni momenti è palesata l’omosessualità di Achille (basti ricordare il suo rapporto con Patroclo) e molte altre opere citano eroi omosessuali (Le Metamorfosi, Le Argonautiche, solo per fare un paio di esempi).
In questo caso, quindi, parlare di certe tematiche è più che giustificato.
Il punto dunque è solo questo: mentre il mondo classico è comunque legato al concetto di omosessualità, stessa cosa non possiamo dire invece per quanto riguarda il mondo della cavalleria medioevale, legato com’era ad una società che faceva degli ideali religiosi (il Cattolicesimo) i pilastri sui cui si reggeva :smile:

Non penso che solo perché nel medioevo non se ne parlasse allora l'omosessualità non esisteva D: anzi credo proprio il contrario. Quindi non è di certo un'offesa dire che un personaggio possa avere reinterpretazioni anche da quel punto di vista.
Visto che le leggende sono state reinterpretate molte volte ed in molti modi perché anche non in questo?

Inoltre è sbagliato parlare di omosessualità nell'epoca greca poiché non esisteva. Anche nel medioevo in realtà sarebbe sbagliato (ma dipende dall'anno credo, devo andare a rivedere la storia dell'omosessualità).

Morris 24-11-2011 23.45.00

Citazione:

Originalmente inviato da Guisgard (Messaggio 41223)
Eh, come siete severi col povero Lancillotto, amici miei… :neutral_think:… dopotutto è stato solo coerente con se stesso fino all’ultimo, visto che egli è il campione di Amore per eccellenza!
Beh, speriamo almeno che, quando qualcuno un giorno si rammenterà della nostra Camelot e dei suoi invincibili cavalieri, la critica sarà più indulgente verso sir Guisgard che, come Lancillotto, è il prediletto di messer Amore per antonomasia… :rolleyes:

Lady Antonomasia è la moglie di Sir Tranquillo!
Un giorno, quest'ultimo, non fu più tale!
Ne avete pane da mangiare!

Sir Morris

Guisgard 25-11-2011 01.42.11

Citazione:

Originalmente inviato da Mordred Inlè (Messaggio 41224)
Non penso che solo perché nel medioevo non se ne parlasse allora l'omosessualità non esisteva D: anzi credo proprio il contrario. Quindi non è di certo un'offesa dire che un personaggio possa avere reinterpretazioni anche da quel punto di vista.
Visto che le leggende sono state reinterpretate molte volte ed in molti modi perché anche non in questo?

Inoltre è sbagliato parlare di omosessualità nell'epoca greca poiché non esisteva. Anche nel medioevo in realtà sarebbe sbagliato (ma dipende dall'anno credo, devo andare a rivedere la storia dell'omosessualità).


Milady, nessuna offesa, per carità!
L’omosessualità probabilmente è esistita in ogni epoca ed in ogni cultura.
Nel mondo classico greco/romano era una realtà (si narrava, ad esempio, che il grande Terenzio ricambiasse la protezione dei nobili Scipioni “offrendosi” alle loro feste) e molte opere letterarie ne parlano senza troppi fronzoli.
Ma il mondo cavalleresco medioevale, come detto, fu sempre descritto “incontaminato” da tutto ciò che la Fede Cattolica demonizzava, poiché rappresentava un’esperienza volta ad elevare, attraverso la Fede, il coraggio e l’Amore, l’uomo a Dio.
Noi oggi possiamo tranquillamente infarcire i classici Arturiani di tutto ciò che vogliamo (e il New Age ci sta riuscendo alla grande), ma resta il fatto che le opere di questo genere per essere comprese appieno, come si fa con ogni genere letterario, vanno viste in relazione alla cultura che le ha prodotte, poiché ogni espressione artistica è frutto della civiltà che le genera.
Il discorso non ha assolutamente fini etici o morali, ma solo squisitamente letterari.
Come dire: “perché non analizziamo l’individualità dei poeti nella poesia altomedioevale?”
Semplice, perché il parlare di se stessi, il voler analizzare il proprio “io”, è una modalità che nel Medioevo ricompare, dopo i fasti del periodo classico, solo dal XI secolo in poi.
Tutto qui :smile:
Ora però forse sarà meglio ritornare in tema, altrimenti rischiamo di confondere chi legge questa discussione :smile_lol:

Citazione:

Originalmente inviato da Morris (Messaggio 41231)
Lady Antonomasia è la moglie di Sir Tranquillo!
Un giorno, quest'ultimo, non fu più tale!
Ne avete pane da mangiare!

Sir Morris

Eh, il cammino di un cavaliere è lungo e periglioso, come voi mi insegnate, amico mio :smile:

Mordred Inlè 26-11-2011 20.49.16

Citazione:

vanno viste in relazione alla cultura che le ha prodotte, poiché ogni espressione artistica è frutto della civiltà che le genera.
Ovviamente, ma se qualcuno scrive, per esempio, un romanzo storico non può evitare di parlare di temi che non rientrano nella letteratura del tempo poiché spesso la letteratura maschera i temi di cui non vuole parlare.

Guisgard 28-11-2011 00.50.32

Citazione:

Originalmente inviato da Mordred Inlè (Messaggio 41288)
Ovviamente, ma se qualcuno scrive, per esempio, un romanzo storico non può evitare di parlare di temi che non rientrano nella letteratura del tempo poiché spesso la letteratura maschera i temi di cui non vuole parlare.


Ma infatti, milady.
Per questo oggi nella svariata letteratura legata al ciclo arturiano si ritrovano diversi temi che, spesso, alterano la struttura e l'ideologia dei testi classici (i romanzi di Chretien de Troyes, Goffredo di Strasburgo, Wolfram von Eschenbach ecc...) :smile:

Mordred Inlè 28-11-2011 08.55.40

Per questo non capisco perché voi abbiate scritto:
Citazione:

E voi dite che aveva "gusti" tanto ambigui??????
Ah... amico mio... farò finta di non aver letto... su certe "cose" non si scherza...
Visto che si parlava non di letteratura del tempo, ma di possibile storicità e de Le Nebbie di Avalon.

Lancelot 28-11-2011 10.33.18

Al pari di Sir Guisgard, rimango piuttosto spiazzato nel leggere tutta questa acredine nei confronti di quella che è forse la figura più romantica e poetica dell'Amore letterario dopo Orfeo.
Ho già avuto modo tempo fa di dire la mia sul "caso Lancillotto", nella discussione sui nostri nomi dove spiegavo appunto da dove derivasse il mio.
Senza tediarvi con inopportune ripetizioni, vorrei invece porre l'accento su quanto questo virtuale processo alle intenzioni del prode cavaliere assomigli nella forma e nella sostanza a un noto episodio evangelico... Quello di Gesù e dell'adultera.
Che l'adultera abbia peccato, è fuori discussione. Sotto questo punto di vista, la morale degli scribi e dei farisei che puntano il dito contro di lei condannandola, è ineccepibile. Eppure Gesù chiede per lei il perdono, distinguendo il peccato dal peccatore, e introducendo una nuova morale, rivoluzionaria, un'etica che sarà la base poi di ogni comportamento virtuoso e cavalleresco. Un'etica alla quale tutti noi che crediamo in Camelot abbiamo giurato in cuor nostro di rifarci.

"Chi è senza peccato scagli la prima pietra."

Il peccato di Lancillotto è stato l'Amore. Ma chi, fra i cavalieri della Tavola Rotonda, non ha mai peccato d'ambizione, d'orgoglio, di vanagloria, di intemperanza? Nessuno si salva. Persino Galahad, il cavaliere perfetto, nella sua consapevolezza della perfezione che lo porta da sé a prendere il posto che fu di suo padre pecca di presunzione, che molto spesso è il contraltare dell'eccellenza.
L'episodio evangelico invita inoltre a contestualizzare i peccati che ci troviamo a giudicare. L'adultera (cito testualmente dall'ottimo commento sul sito adonaj.net) "prende coscienza di essere stata solo un oggetto. Strumento di piacere di un uomo che, in effetti, ha approfittato di lei per poi abbandonarla al suo destino, senza cercare di difenderla. Strumento nelle mani di coloro che vogliono usarla per scopi reconditi che neppure lontanamente immagina. In pratica lei è la vittima di una violenza, che le toglie l'intimità, l'identità, la dignità, scoprendo l'amarezza e il disgusto."
E' un peccato il suo, sì, ma che merita la comprensione e il perdono.
Il contesto di Lancillotto e Ginevra ci porta a vivere come nostro il dramma di due persone che conoscono l'amore in una società rigidamente fondata su schemi feudali e rituali. Il matrimonio è un contratto fra feudatari, e l'amore è spesso relegato alla sfera extraconiugale.
Lancillotto sotto questo punto di vista rappresenta colui che è dilaniato perché crede nella sua epoca e morirebbe per difenderne i valori, ma al contempo rimane travolto da un sentimento troppo grande per essere dominato.
Io ho vissuto sulla mia pelle un'esperienza simile a quella di Lancillotto, e comprendo la sua sofferenza e il suo dramma fin troppo bene.
A livello umano, provo molta empatia nei suoi confronti, e l'errore che ha commesso non mi porta a ritenerlo meno valoroso o meno eroico... Tutt'altro, la sua caduta e la sua umanità, mi testimoniano come simili gesta non siano bagaglio esclusivo di figure archetipiche, ma meta raggiungibile per ognuno di noi.
Non volevo sembrarvi molesto, vi chiesto perdono se tale vi sono apparso, ma dopo tanti commenti negativi sentivo la necessità di spezzare una lancia a favore del mio alter ego.


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