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"Non sono troppo curiosa...vi sono certe cose non mi quadrano..e lo scoprirò".
E rimasi in silenzio..lui era bugiardo..già..e chi era colui avevo visto durante la notte se egli non poteva tornare nel castello? Una illusione? Non avrei mai potuto avere l' espressione gioiosa di quella ninfa poichè tutto era strano. Chiusi gli occhi...di Andros non vi era l' ombra, non si udiva la sua melodia...forse era davvero una illusione. |
“Artisti...” disse Nepote fissando Gwen e gli altri “... ho sempre pensato che gli artisti siano dei nullafacenti...”
“Davvero?” Fissandolo Zoren. “E voi invece che mestiere fate?” “Gli artisti sono tutti curiosi come voi?” Nepote. “Io sono un medico.” Intervenne l'uomo basso. “Si, un medico molto in gamba.” Con un sorriso Ebete. Dalla cucina arrivarono le tre sorelle. “Nepote, sei proprio tu?” Disse Tunetta. “Si, zia.” “Siamo felici che tu sia passato a salutarci.” Sorridendo Sissi. “Non sono di passaggio.” Rivelò Nepote. “Voglio fermarmi qui a lungo. Dopotutto è casa mia, no?” |
“Avete troppa fantasia.” Disse sorridendo Tintus, per poi riprendere a dipingere Altea.
La dama posò ancora a lungo, fino al tardo pomeriggio, quando poi il pittore decise che per oggi poteva bastare così. “Riprenderemo domani.” Posando pennelli e colori. |
Fissai a lungo quell'uomo, trovandolo sfacciato e arrogante.
Mentre era impegnato con le donne, ne approfittai per abbandonarmi ad un sospiro quasi silenzioso, ma infastidito, così presi Zoren per mano e mi avvicinai alla finestra, per poi guardarlo a lungo. http://uploads.tapatalk-cdn.com/2016...d6276fd562.jpg Inviato dal mio E506 utilizzando Tapatalk |
Ehiss a quelle parole di Dacey si bloccò, guardando poi la cassa.
La osservò con attenzione ed annuì. “Si, è la stessa cassa...” disse “... la riconosco per questi segni sul lato lungo... forse quell'uomo l'avrà lasciata qui uscendo dalla cittadina... magari attraverso questo cimitero si esce fuori da questo posto...” guardandosi intorno. Si accorse poi che era già pomeriggio. “Abbiamo passato ore a girare a vuoto in questo paese fantasma...” mormorò “... però forse proseguendo oltre, al di là del Cimitero, troveremo la strada per un luogo abitato... venite, magari saremo fortunati...” e attraversarono il Cimitero. |
E mentre Nepote ed il dottore parlavano con le tre anziane, Gwen portò Zoren accanto ad una finestra.
“Capisco il tuo stato d'animo, piccola...” disse lui piano “... ce ne andremo da qui... è inutile restare... con quei due tra i piedi difficilmente scopriremo il mistero del Tempo mutato...” |
Annuii a Zoren, poggiando le mani sui suoi fianchi e la fronte contro il suo petto.
In effetti l'arrivo di quei due non era stato affatto provvidenziale, anzi tutt'altro e non aveva più senso rimanere ancora lì. Inviato dal mio E506 utilizzando Tapatalk |
Quell'abbraccio, dolce eppure intenso.
Quell'abbraccio in cui lo strinsi forte a me, quasi volessi allentare le parole di Guisgard su di lui. Non era un illusione, non era un riflesso. Era reale e non l'avrei abbandonato. Avrei voluto dirgli di perdonarmi per avergli sconvolto la vita. Avrei voluto dirgli che aveva ragione e dovevamo scappare nella brughiera, lasciandoci tutto alle spalle. Avrei voluto dirgli di non credere a una parola di quanto avevano detto, perché nemmeno io gli credevo. Invece restai in silenzio, stretta a lui. Mi sentivo in colpa per la strana conversazione con Guisgard, anche se era assurdo dato che non era successo niente, come non era successo niente con Icarius, dopotutto. Eppure mi sentivo sporca, e la cosa non mi piaceva. Non mi piaceva per niente. Mi chiedevo che razza di senso avesse tutto quello. Uno era più che sufficiente, che ragione c'era di avere vicino due uomini identici eppure così diversi? Chiusi gli occhi, per scacciare quelle strane e nuove sensazioni. Lasciarlo andare fu davvero difficile, i nostri occhi si incrociarono, e io pregai che non potesse leggermi nel pensiero. Gli sorrisi, sfiorando dolcemente il suo viso un'ultima volta. Poi seguii la guardia fuori dalla cella, che mi portò da Affon. Annuii a quelle parole dell'uomo. "Grazie.." dissi, seguendolo. |
Il lavoro per oggi era terminato, guardai fuori la finestra..era tardi pomeriggio e stava ttramontando il sole.
Mi avvicinai a Tintus e riguardai il dipinto.."Domani sempre all' Alba? Posso andare ora?" .Osservando la tela un' ultima volta. |
Il padrone entrò nella stanza e la luce del mattino ne mostrò le fattezze. Era un uomo grasso, con gli occhi piccoli e chiari, dai capelli rossi e con la barba.
"È un onore conoscervi, dottor Gozzone. Io sono lady Gaynor delle Flegee.. grazie alla vostra generosità, il nostro soggiorno è stato dei migliori..." Inviato dal mio Z00D utilizzando Tapatalk |
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