![]() |
Clio suonò e pochi istanti dopo giunse un uomo.
“Ditemi...” disse “... vi occorre qualcosa?” |
Entrammo nella sala da pranzo e la tavola era imbandita di ogni prelibatezza, scacciai il pensiero del formaggio sorridendo tra me e me.
Ad un tratto entrò il barone...il suo aspetto era davvero impressionante, davvero sembrava provenisse dall' Ade. Sorrisi forzatamente al suo complimento.."Sempre gentile, barone" sedendomi dopo che egli ci portò in tavola "Stasera la cena è ottima...spero abbiate più appetito". |
Come immaginavo, un servitore giunse alla mia porta non appena suonata la campanella.
"Non so se mi sia concesso chiedere.." Esordii "Ma se possibile vorrei dell'acqua per il bagno e un abito per cambiarmi, vorrei rendermi presentabile, insomma..." Sorrisi. Restai sull'abito così avrei potuto continuare a nascondere le mie armi, che non si sapeva quando mi sarebbero potute essere utili. "È il crepuscolo, immagino sia quasi ora di cena, giusto?" Chiesi poi all'uomo. Cos'ero io? Prigioniera, ospite, alleata? Non vedevo l'ora di saperne di più. |
“Si, stanca come siete vi vedo proprio bene ad andare in cerca di cibo...” disse sorridendo Ehiss a Dacey “... su, stendetevi...” avvicinandosi al letto, per poi toglierle le scarpe “... cercate piuttosto di riposare... nel frattempo andrò io in cerca di cibo... magari ne troverò nella cucina o nella dispensa...” massaggiandole i piedi piano “... passeremo la notte qui e domattina ripartiremo...”
|
“Quest'isola” disse Gozzone a Gaynor “è fuori dal Tempo, milady. E forse lo siamo anche noi tutti, voi ed il vostro amico compresi.” Annuì. “Ma questo ora non è importante... prima mi chiedevate del perchè io abbia detto modella, giusto? Ebbene, voglio che posiate per me... in modo da poter trarre da voi un nuovo pezzo per la mia collezione.”
|
"Sono stanca ma non inutile Ser" tentai di protestare inutilmente ma il cavaliere non mi diede ascolto, aiutandomi a stendermi.
In effetti la stanchezza iniziò a farsi sentire non appena posai la testa sul cuscino. " Non è necessario che vi prendiate tutto questo disturbo per me" mormorai un po' in imbarazzo, come sempre quando eravano più vicini del solito. Lo osservai senza aggiungere altro, gli ero grata di quei gesti gentili e premurosi. |
Come al solito, le risposte di quella gente urtavano i nervi, oltre a cominciare ad annoiare.
"Vorrei potervi dire che mi piacerebbe molto posare per voi, ma purtroppo non ho capito per cosa dovrei fare da modella... voi parlate di collezione e di passione, ma siete così vago che non riesco proprio a figurarmi di cosa si tratti..." Inviato dal mio Z00D utilizzando Tapatalk |
Zoren restò pensieroso.
“Spero di non avervi spaventati o turbati...” disse Sissi. “Su, andiamo...” fece Tunetta “... certo che si tratta del nostro Nepote. Chi altri può essere sennò? Sono passati anni e le persone cambiano. Per questo non lo abbiamo riconosciuto.” Sforzandosi di sorridere. “E poi chissà cosa avrà passato in quel brutto posto.” “Beh, se è stato rinchiuso in un manicomio per criminali” mormorò Zoren “un motivo ci sarà pur stato, no?” Le tre impallidirono. “Ave, popolo!” Ad un tratto una voce. “Oh, sei tu, zio...” Tunetta. “Si, il vostro Augusto e sommo imperatore.” Annuì il buffo uomo conosciuto in cantina da Gwen e da Zoren “... giungo ora dal colle Vaticano. E ho avuto una splendida idea. Voglio costruire una nuova chiesa. La più grande mai eretta a Roma. Una chiesa attorno alla tomba dell'Aspostolo Pietro. Sarà la mia più grande impresa.” Con tono solenne. “Ho convocato i miei architetti per cominciare il progetto. Li avete visti? Uno dei miei pretoriani ha giurato che fossero già sulla strada per Ostia.” |
“Oh, no...” disse il barone sorridendo ad Altea “... io mangio pochissimo, il necessario per sostenermi... gustate dunque questa cena, sperando sia di vostro gradimento, madama.”
Tintus cominciò a mangiare con appetito. “Ditemi...” ancora il barone alla dama “... com'è stato il vostro primo giorno da modella?” |
Spaventati o turbati, certo che no.
Dividevamo solo la casa con un pazzo omicida, cosa poteva esserci di pauroso? pensai con sarcasmo. Ad un certo punto, come se non bastasse, arrivò lo zio, che mi fece sussultare non poco. Sospirai guardando Zoren. "La pazzia è davvero un gene ereditario..." sussurrai, avvilita. Inviato dal mio E506 utilizzando Tapatalk |
Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 00.10.53. |
Powered by vBulletin versione 3.8.11
Copyright ©2000 - 2025, Jelsoft Enterprises Ltd.
Copyright © 1998 - 2015 Massimiliano Tenerelli