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Quel nome: l'innominato.
Era lo stesso pronunciato dal direttore! "Conosco qualcosa della maledizione dei Taddei.." dissi "Ma non ho mai sentito di questo Innominato.. chi è?". |
“Nessuno lo sa...” disse il tassista a Clio “... per qualcuno è uno spettro che vaga nella brughiera in cerca di tesori da disseppellire... per altri è il demonio in persona che si muove per predare anime da dannare...”
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"Accidenti..." pensierosa.
Come poteva un fantasma aver liberato Icarius? Era assurdo, eppure sembrava preoccupato il direttore. "E come mai ha questo strano nome?" chiesi "Innominato.. come se avesse un altro nome che non si può nominare..". |
“Se ne ha uno, nessuno lo conosce...” disse il tassista a Clio “... o forse, se davvero qualcuno ha avuto la sfortuna di conoscerlo, oggi l'ha dimenticato per paura...” annuì guidando “... la leggenda afferma esiste da sempre... si risveglia e torna per vendicarsi... di cosa nessuno lo sa...”
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La faccenda era sempre più intricata.
Un fantasma tornato per vendicarsi, un fantasma che esisteva da sempre. Trasalii. E se non fosse un fantasma, ma un essere come me? "Immagino che nessuno lo abbia mai visto..." pensierosa. Dovevo assolutamente arrivare nella brughiera e trovare Icarius. |
“Chi l'ha visto” disse il tassista a Clio “è morto, oppure impazzito.”
Il taxi era nel bel mezzo della brughiera ormai. “Lei sa già dove voler andare?” Chiese il tassista. “Altrimenti c'è una locanda... si mangia bene, si spende poco e si sta tranquilli.” |
Impazzito.. ecco una parola che poteva ricollegarsi al manicomio.
Dopotutto poteva anche essere una creatura come me. Esistevano creature, nella galassia, che ogni essere umano avrebbe ritenuto ripugnanti. "Oh, la locanda andrà benissimo.." annuii. Dopotutto mi sembrava un buon posto da cui cominciare le ricerche. |
Il tassista annuì a Clio.
“Non è lontana...” disse, imboccando poi un sentiero segnato dai solchi di carretti e trattori “... ecco, si intravede laggiù...” indicando un edificio poco lontano. Si trattava di una costruzione rustica e caratteristica del posto, col fumo che usciva dal comignolo. La tabella però recava una scritta inquietante che Clio già aveva visto: “Il Duca macellato” |
"Bene allora.." annuendo.
Quando vidi la locanda sorrisi appena. Era la stessa che avevo visto quella mattina, il che significava anche che la mia navicella non era lontana. "Andrà benissimo, la ringrazio..." dissi al tassista. |
Il taxi andò via e subito dalla locanda uscì un uomo.
“Benvenuta, signorina.” Disse questi andando incontro a Clio. “Prego, si accomodi... siete qui per mangiare solo, oppure anche dormire? Proprio ora mia moglie sta preparando una cenetta con i fiocchi, sa?” Invitandola ad entrare. |
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