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Due in una carne, chiesa e sessualità nella storia
M.Pelaja, L. Scaraffia
Laterza Per i primi cristiani il rapporto fra una donna e un uomo è metafora di quello fra l'anima e Dio, fra la Chiesa e Cristo, anticipo del piacere d'amore che si vivrà in paradiso. L'atto sessuale perde il carattere ludico che gli proviene dal paganesimo e si riveste di un inedito significato spirituale, che deve venire regolamentato con attenzione e severità. Su questa regolamentazione si addensano forti contraddizioni. Non sempre infatti l'unità indissolubile fra anima e corpo che caratterizza la visione cristiana viene rispettata; la tentazione di far valere lo spirito contro la carne segna periodi e figure della storia della Chiesa, pur non determinandone in modo continuativo l'impronta culturale e morale. Se la disinvoltura con cui vengono utilizzate per secoli ardite metafore sessuali per trattare del rapporto dell'anima con Dio - basti pensare al Cantico dei Cantici - mostra come la sessualità non abbia costituito, e per lungo tempo, un tabù o una fonte di imbarazzo per i cristiani, scorre tuttavia parallela una politica repressiva della sessualità che serve alla Chiesa per esibire la propria capacità di controllo sui fedeli. (sunto: fonte bol.it) |
Arrivato oggi e già sfogliato. Molto interessante. Consiglio per chi legge: di liberarsi dai pregiudizi religiosi e leggerlo da un punto di vista puramente storico
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