Aneddoto veneziano
tratto da: Leggende veneziane e storie di fantasmi
di Alberto Toso Fei
ed. Elzeviro
".........Prima di allora vi aveva trovato dimora Fra Mauro Cappellari, il futuro papa Gregorio XVI (1831--46). E prima ancora un altro fra Mauro: quel fra Mauro cosmografo famoso per il suo eccezionale mappamondo, considerato il massimo esempio di cartografia del tardo Medio Evo e oggi conservato nella biblioteca marciana. A tale proposito da secoli viene tramandato questo gustoso aneddoto:
Mentre il frate stava lavorando al suo planisfero, un giorno gli arrivarono in visita alcuni patrizi assieme ad un senatore. Tutti iniziarono a fare domande più o meno pertinenti alla geografia, finchè quest'ultimo sbottò: "Cossa xela 'sta carta, sto disegno, i par scaraboci!" (cos'è questa carta, questo disegno, sembrano carabocchi). Con calma, fra Mauro spiegò come si trattasse dei continenti e delle terre del mondo, con i monti i fiumi, i mari e tutte le città.
"Che grando che xe el mondo" commentò il senatore, che subito chiese dove fosse Venezia. "Qua, sto puntin xe Venezia" (questo puntino è Venezia) rispose il frate indicando un punto preciso sulla carta. Il nobile si indignò, guardò il frate e disse: "Fè el mondo più piccolo e Venezia più granda". (fate il mondo più piccolo e Venezia più grande). Dopodichè, col suo seguito, se ne andò."
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