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Vecchio Oggi, 01.48.40   #10613
Guisgard
Cavaliere della Tavola Rotonda
 
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Cavaliere della tavola rotonda
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Residenza: Dalla terra più nobile che sorge sotto il cielo
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Guisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare bene
Diario di viaggio, 28° giorno.
Viaggiare è come scrivere, giocare, sognare e viceversa. Allora voltando il foglio dall'altra parte ecco prendere forma il piglio selvaggio e primordiale di una fitta giungla inesplorata. Tutto qui sembra magico, incantato e misterioso, con mille suoni, profumi, colori che paiono rincorrersi e confondersi nei miasmi di una foschia umida e calda. Dal battello che mi porta verso la foce del fiume posso vedere il profilo di una vegetazione colossale che scivola lenta, fra gli madidi vapori di lagune equatoriali e stagliarsi contro un cielo simile a una lama. Forse così doveva apparire il mondo all'alba della creazione, ancora mutevole e in divenire, penso nel perdermi in quel verde profondo, cupo, avvolgente e carico di meschina ferocia. Sotto la calura del sole ardente la terra sembra sudare una nebbia vaporosa, sottile e simile alla spuma della risacca sulla sabbia calda. Un paesaggio così vasto, infinito, indomito, ostile, impenetrabile che a guardarlo anche dopo giorni di marcia sembra non cambiare mai. Sembra di leggere le pagine di un vecchio romanzo d'appendice, dove avventura e mistero sussurrano un titolo e un finale a una storia ignara di entrambi. Le guide indigene mi parlano, in quell'idioma stretto e incomprensibile ai più, di miti e tradizioni che racchiudono qualcosa di arcano e ignoto. Mi raccontano di regine perdute, bellissime e crudeli, nemiche dell'uomo bianco e custodi di remote memorie. Venerate come dee in regni dallo splendore maledetto, fra ricchezze primordiali, malefiche divinità e oscuri segreti. Annoto tutto, asciugandomi di tanto in tanto la fronte rigata dal sudore, mentre fantastico su quelle regine, sui loro regni dimenticati, le labbra cariche di desiderio e madide di un infallibile veleno, magari destinato come ultimo bacio a chiunque giunga a profanare quel mondo perduto.
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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO
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