Camminavo velocemente e in silenzio, avvertivo la presenza di sir Guisgard alle mie spalle ma anche lui non diceva niente. Ciò mi dette il tempo per riflettere… la signora che mi aveva accolta in casa sua non sapeva chi ero: le avevo raccontato una storia tanto lacrimevole quanto falsa e lei mi aveva creduta, assumendomi come servetta… cosa che le era andata benissimo così almeno lei avrebbe avuto il tempo di starsene nella bottega del suo ricco marito a fare la matrona.
Poco dopo vidi la casa, aprii la porta piano ed entrai, era deserta. Così feci segno al mio nuovo compagno d’avventura di seguirmi con cautela. Una volta dentro, chiusi la porta e andai nella stanza che mi era stata destinata… la mia bisaccia carica di monete era là dove l’avevo nascosta, la presi e tornai nell’ingresso.
“Ecco il denaro!” dissi “E ora la spada…”
Il padrone ne aveva una bellissima, era il suo orgoglio e la sua gioia… e io sapevo dove la teneva! La presi e la osservai un momento, ammirandone la fodera morbida, l’elsa lavorata, la lama lucente e affilatissima…
“Che ve ne pare?” chiesi, porgendola al cavaliere.
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** Talia **
"Essere profondamente amati ci rende forti.
Amare profondamente ci rende coraggiosi."
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