Nel sotterraneo della casa, Guisgard scrutava le pareti, cercando di capire cosa stesse accadendo ai piani superiori.
"E' inutile..." disse "... non riesco a sentire nulla... speriamo bene..."
Poi, voltandosi, alle parole di Talia rispose:
"Milady, vi ho già detto che fuggire a cavallo sarebbe stato quasi un suicidio. Saremmo dovuti scappare nel bosco, in questa notte senza Luna, rischiando di perderci di vista, il tutto mentre quel dannato cacciatore di taglie ci stava alle costole. Sarebbe un modo troppo semplice per farsi prendere, non credete?"
Poi, accorgendosi del suo fastidio, aggiunse:
"Si, comprendo che non siate abituata a questo genere di luogo. Ma non conoscevo altro posto in cui nasconderci."
Si avvicinò ancora e continuò:
"Forse le donne che sono qui non saranno un modello di moralità e rispetto, ma sono sincere ed io mi fido di loro. Tutti mi hanno condannato senza esitazione e voltato la faccia. Tutti tranne queste donne. Ora se la cosa vi da fastidio, beh, io non posso farci niente. Devo pensare a proteggervi, non a compiacervi. Quindi ora toglietevi quel broncio dal viso e smettete di fare la ragazza viziata!"
Ad un tratto, da una botola, uscì una delle ragazze della casa.
"Celsia!" Esclamò Guisgard.
"Presto, non c'è tempo." Disse la ragazza, facendo segno ai due di segurla. "Calatevi in questo tunnel e proseguite fino alla sua fine. Nessuno conosce la sua esistenza. Fu scavato ai tempi delle scorrerie sassoni ed oggi è dimenticato da tutti. Percorretelo tutto e giungerete ad una casa in mezzo alla foresta. Dite al proprietario che vi mando io. Andate, presto."
E mentre Gusgard e Talia si calavano nel tunnel, Celsia osservò con attenzione il volto di Talia.
"E' molto bella." Disse guardando Guisgard.
"Si, è bella." Rispose il cavaliere. "Grazie, Celsia, ti sono debitore. A buon rendere."
"Guisgard... se fossi stata un'altra donna, noi..." tentò di dire Celsia, ma poi si zittì.
"Cosa dicevi?" Chiese lui.
"Nulla, andate." Rispose lei.
"A presto, allora, Celsia. E grazie di nuovo." Disse lui.
"Addio, Guisgard..." sussurrò Celsia, con un velo di malinconia sul volto, mentre osservava quei due scomparire nel buio del tunnel.
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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO
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