Guisgard sorrise.
"Eh, immagino..." cominciò a dire "... stanze separate con tanto di dame di compagnia! Ma qui non siamo a Carcassonne."
Rise ed aggiunse:
"Fortuna che amo l'epica... le mura della città di Troia." Diceva mentre legava un filo alle due pareti della stanza. "Ecco... ma queste mura non cadranno come accadde alla mitica città di Priamo! Qui non ci sono Ulisse ed il suo cavallo!" E fece passare le lenzuola sopra quel filo.
Prese poi con delicatezza Talia in braccio, che per la stanchezza neanche si svegliò, e l'adagiò su uno dei letti separati, mentre lui si coricò sull'altro, posto dall'altra parte della stanza, dietro le lenzuola appese al filo.
"Già..." pensò ad alta voce fissando fuori dalla finestra "... non c'è nessun Ulisse... e nessuna Penelope ad attenderlo..."
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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO
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