Camminava tanto velocemente che quasi faticavo a tenere il passo e la mia mano, stretta forte nella sua, iniziava a perdere sensibilità.
“Siete stato sgarbato!” dissi dopo un po' in tono leggero, lanciandogli un'occhiata obliqua. Non rispose, anzi mi parve che si sforzasse di ignorarmi... cercai il consueto sorriso ironico nei suoi occhi, ma non lo trovai.
“Molto sgarbato... e senza motivo, mi pare!” soggiunsi “Iwan non stava facendo niente di male!”
Forse avrei dovuto essere offesa per quell'interferenza nella mia serata, ma non lo ero... non lo ero affatto e non sapevo perché. Invece quell'ostentata indifferenza mi feriva.
Camminai ancora per un poco, poi un pensiero mi attraversò la mente: “Non dicevate sul serio, vero?” mormorai allora all'improvviso, tenendo gli occhi al suolo “Non andrete a quel convento, domani, vero?”
Di nuovo silenzio, un silenzio che non comprendevo e che, per qualche ragione, mi faceva infuriare.
Mi bloccai e tirai con forza indietro il braccio, sfilando la mia mano dalla sua: “Insomma, Guisgard, cosa vi succede?” chiesi seccata.
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** Talia **
"Essere profondamente amati ci rende forti.
Amare profondamente ci rende coraggiosi."
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