Nella stanza entrò la zia e si accorse di Talia intenta a scrivere qualcosa.
Aveva con se del latte con dei biscotti.
"Siete rimasta qui tutta la notte, ragazza mia?" Chiese preoccupata. "Avanti, su, ora resterò io con Guisgard. Voi dovete riposare."
E le porse il vassoio con il latte ed i biscotti.
"Siete un angelo, figlia mia. Ora mangiate qualcosa o crollerete." Le disse, fissandola con infinita tenerezza.
Poi, guardando il nipote addormentato, aggiunse:
"Ho avuto paura... ho temuto di... oh, Cielo... se gli fosse accaduto qualcosa, io e suo zio..."
E scoppiò in un pianto liberatorio.
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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO
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