La notte era ormai calata ovunque.
Il bosco, in quelle ignote tenebre, assumeva forme sinistre e misteriose.
Elisabeth bussò con vigore all'austero portone di quel luogo.
Alcuni istanti dopo, qualcuno si affacciò dallo spioncino.
"Chi bussa a quest'ora della notte..." chiese una monaca "... disturbando la pace di questo luogo di preghiera?"
"Aiutateci, sorella!" Supplicò Calandrake, mentre a fatica si reggeva su Elisabeth.
La disperata invocazione di quella sfortunata intenerì il cuore della pia donna, che subito aprì il portone, permettendo alle due donne di entrare.
"Santo Cielo..." disse "... cosa fanno due donne sole in questo luogo?" Osservò Calandrake ed il suo colorito ed aggiunse: "Ma voi non state bene... e scottate! Venite, vi mostrerò una cella per trascorrere la notte."
E in quella cella le due donne trascorsero la notte al caldo ed al sicuro.
Il giorno seguente, di primo mattino, avvertita del loro arrivo, la badessa del monastero chiese di vedere Elisabeth e Calandrake.
E poco dopo, nel grande salone, la badessa le incontrò.
Intanto, nel luogo in cui Elisabeth e Calandrake erano misteriosamente sparite, Cosimus ed i suoi tentavano di capire l'accaduto.
"Non possono essersi volatilizzate!" Esclamò uno dei soldati.
"Quella donna... Elisabeth..." mormorò Cosimus "... ha mille risorse..."
Caitley allora si avvicinò al luogo in cui le due donne erano sparite.
"Posso sentirle..." cominciò a dire "... posso vederle..."
"Cosa percepisci?" Chiese Cosimus.
"Sono... si, le vedo... sono in Cornovaglia... è lì che sono in questo momento..."
"Cornovaglia..." ripeté pensieroso Cosimus "... si... Guisgard era originario di quella terra... certo, quel maledetto è lì che si è nascosto..."
Caitley lo fissò con un ghigno.
"Tutti in marcia!" Ordinò Cosimus. "Partiamo per la Cornovaglia!"
Ed un momento dopo tutta la compagnia lasciò quel luogo.
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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO
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