Mion fissò quel cavaliere ferito, che per il dolore si contorceva tra l'erba.
Non aveva più neanche la forza di urlare, ma riusciva solo ad emettere incomprensibili ed innaturali versi.
"Essere pietoso con chi ha rapito la futura moglie del mio signore e massacrato i miei compagni?" Disse con disprezzo ed odio. "Sarebbe solo un atto di prepotenza verso il demonio, che ben ha meritato le loro anime... come io la gioia del loro dolore..."
Poco dopo quel cavaliere spirò, mettendo fine alla sua terribile agonia.
Mion intanto si era avvicinato a Morrigan, sedendosi poi accanto a lei.
"Conobbi quella donna di cui mi domandate" cominciò a raccontare "quando con i miei compagni giungemmo nelle terre di Camelot... il mio comandante, sir Stefan, che Iddio abbia pietà della sua anima, mi incaricò di accompagnarla... anche lei cercava quel Guisgard e noi ci saremmo poi riuniti con gli altri più avanti... il nome di quella donna era Polgara ed era una spadaccina molto abile... come voi, milady..."
Restò per un momento in silenzio.
"Ma voi siete diversa da tutte le altre donne che ho conosciuto..." aggiunse "... c'è qualcosa nei vostri occhi... qualcosa che mi sfugge e non riesco a comprendere..."