"Venite, la vostra stanza è pronta..." disse il chierico a Talia "... seguite questo buon fratello" indicando un altro monaco appena entrato "e vi mostrerà la stanza."
Detto questo, padre Alwig uscì dalla stanza.
Guisgard, intanto, sellava il suo cavallo e scrutava il cielo.
"Partirete ora?" Chiese padre Alwig appena giunto.
"Si, non vi è più nulla che possa trattenermi qui!"
"Perchè avete scelto il suo odio?" Chiese il chierico.
"Non vi comprendo..."
"L'amate dunque a tal punto...."
"Signore, non vi comprendo..." disse Guisgard "... ed ora è tardi e devo ripartire..."
"Questa notte si sono dette molte cose..."
"Dipende dai punti di vista..." ribatté Guisgard "... ditemi, padre... la confessione è segreta, vero?"
"Si, volete confessarvi?"
"No, ma rivelarvi un qualcosa che non voglio possa morire con me..."
Il chierico lo fissò in silenzio.
"No, perdonate..." disse Guisgard "... è stato un attimo di debolezza... uno sciocco pensiero irrazionale... siete mai stato irrazionale, padre?"
"Credo che tutti gli uomini lo siano almeno una volta nella vita..."
"Anche voi?" Chiese Guisgard.
"Certo, sono un uomo in fondo."
"Ma pensavo che voi chierici..."
"Quando ho lasciato la mia casa, le terre di mio padre e tutto il resto per seguire la mia vocazione, voi come mi avreste giudicato?"
Guisgard sorrise amaro.
"Per essere felici, talvolta, occorre avere il coraggio di seguire il proprio cuore, figlio mio."
"Abbiate cura di lei, padre..." disse Guisgard "... è il mio bene più prezioso... il mio unico bene..."
Saltò sul suo cavallo e lasciò l'abbazia, galoppando verso Capomagnus con un sordo dolore nel cuore.
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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO
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