Quando aveva visto Capomagnus dalla sommità della vallata, non le era sembrata molto distante. Cosicchè, nonostante al loro cammino si fosse aggiunto il tratto di foresta che avevano percorso nel senso opposto durante la notte, Morrigan stimò che la strada non dovesse essere lunga.
Uno strano silenzio regnava tra loro, un silenzio riempito solamente dal fremere delle foglie scosse dal vento.
Mion restava in silenzio... buffo, pensò Morrigan, da parte di un uomo tanto loquace persino in preda al delirio e al dolore! Che stesse nascondendo qualcosa? La sua natura la portava spontaneamente a diffidare del suo prossimo, eppure ogni volta che quel dubbio la sfiorava, nella sua mente rivedeva il lampo della spada di Mion che guizzava al suo fianco e colpiva veloce quei balordi nel bosco... era accorso in sua difesa, e le sarebbe sembrato davvero poco generoso se non gli avesse concesso nemmeno un briciolo di fiducia!
Così si fece coraggio e pe un istante gli si fece appena più da presso. Chinando il capo verso quell'uomo, gli rivolse la parola.
"Alle volte il sopravvivere ai nostri compagni ci appare più una maledizione che una benedizione", gli sussurrò svelta, come se non volesse dare troppo peso alle proprie parole, "ma alla fine scopriamo che questo è un pensiero arrogante, mio signore, perchè nessuno di noi in verità può permettersi di giudicare l'operato degli dei..."
Mentre diceva questo, si avvide che Mion lanciava una rapida occhiata all'elsa della sua spada. Questo dettaglio la incuriosì, e la spinse a proseguire:
"Tuttavia, se mai qualcose vi turbasse l'animo, forse parlarne ad un orecchio amico potrebbe darvi sollievo, anche se momentaneo"
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"E tu, Morrigan, strega da battaglia, cosa sai fare?"
"Rimarrò ben salda. Inseguirò qualsiasi cosa io veda. Distruggerò coloro su cui avrò poggiato gli occhi!"
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