Morrigan era rimasta ad ascoltarlo, senza osare interromperlo. Non aveva più fiato per le parole, perchè una nuova, strana tensione le aveva quasi mozzato il respiro.
Da quella breve distanza, che tuttavia le sembrava infinita, incolmabile, era rimasta a guardarlo, seguendo ogni suo movimento, accarezzando con lo sguardo la sua mano che accarezzava il fiore.
Aveva ascoltato con orecchio stupito la storia che lui le stava narrando... una storia che parlava di una bellezza e di una poesia che ella non aveva mai conosciuto prima di quel momento... parlava la lingua delle anime e dei fiori, mentre lei aveva conosciuto solo la lingua della violenza e della febbre...
Lo ascoltò in silenzio, per perdere nemmeno una parola, sorprendendosi, istante dopo istante, di quella nuova emozione di cui si stava scoprendo capace.
E quando Mion ebbe finito, Morrigan abbassò le ciglia e una lacrima silenziosa le solcò la guancia, rapida e quasi vergognosa di essere apparsa.
"Il punto, mio signore, è che io... io non sono lei... non sono quella dolce fanciulla, e voi... voi sareste ingannato"
__________________
"E tu, Morrigan, strega da battaglia, cosa sai fare?"
"Rimarrò ben salda. Inseguirò qualsiasi cosa io veda. Distruggerò coloro su cui avrò poggiato gli occhi!"
|