Lasciò che Mion raccogliesse quella lacrima, e per tutto il tempo di quel gesto, che le parve infinito, quasi trattenne il fiato, perchè lui non la vedesse tremare.
Era smarrita, confusa da quella situazione. Aveva sempre creduto che non ci fosse ormai nulla che non avesse già visto o sentito, ma si accorgeva solo in quel momento di quanto fosse stata stolta ed arrogante. Paradossalmente, pensava, aveva trascorso la maggior parte della sua vita a stretto contatto con gli uomini... i suoi comandanti, i capitani degli eserciti per cui aveva lottato, i suoi compagni in battaglia... per anni li aveva avuti così da presso, che quasi non li vedeva... passava tra loro indifferente, unicamente concentrata sul suo obiettivo, concentrata sul proprio odio...
Invece, quell'uomo, che le stava di fronte, in quella notte, non assomigliava a nulla che fosse nei suoi ricordi... non assomigliava a nulla, e la sua anima, in quel silenzio, le sembrò così bella che Morrigan avrebbe voluto tendere la sua mano e toccarla.
Ma in quell'istante ebbe paura, e si ritrasse.
"Piango perchè nessuno mi ha mai parlato come voi avete fatto adesso... e piango perchè se voi sapeste cosa sono veramente, non lo avreste mai fatto"
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"E tu, Morrigan, strega da battaglia, cosa sai fare?"
"Rimarrò ben salda. Inseguirò qualsiasi cosa io veda. Distruggerò coloro su cui avrò poggiato gli occhi!"
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