Mion restò stupito da quel gesto di Morrigan.
Non perchè non colse la passione e la spontanietà della ragazza, ma perchè si stava accorgendo che per la prima volta in vita sua sentiva la paura per una battaglia.
Paura perchè, per la prima volta, aveva qualcosa da pedere.
Aveva sempre combattuto con la consapevolezza che nulla gli stesse a cuore.
Neanche la sua vita.
Ma ora comprendeva che era diverso.
"Morrigan!" La chiamò prima che la ragazza tornasse al carro. "Sta attenta durante la battaglia..." la fissò per un istante e poi le sorrise.
Guisgard, intanto, era ritornato.
"Stanno arrivando..." disse agli altri.
Si rivolse poi a Morrigan:
"Bene, munitevi di un arco e sistematevi sul tetto del carro."
Poi, alzando gli occhi alle stelle, forse per interrogarle o, forse, per pregare, ebbe una strana sensazione.
Gli parve infatti di scorgere qualcosa.
Un qualcosa di piccolo e luminoso.
Fu un attimo, poi non vide più nulla.
Gli uomini danno molti nomi a ciò che vedono e non comprendono.
Ma noi tutti ben sappiamo che quella visione era la piccola Empi.