"Cosimus!" Gridò Guisgard.
Il malvagio cavaliere si voltò.
"Siamo uno contro uno..." disse Guisgard "... io contro di te..."
Cosimus rispose con un ghigno e gli fece cenno di seguirlo.
I due si appartarono in uno spiazzo irregolare.
Ad un tratto una sagoma apparve li vicino.
Era Caitley.
Un attimo dopo tutto si fece confuso, come se la nebbia stesse ricominciando ad avvolgere tutto.
Guisgard era solo.
Si guardava attorno ma non vedeva nessuno.
Eppure udiva ancora i rumori della battaglia e le folli grida di dolore.
Ma erano solo suoni e voci.
Nella selva era lui solo.
Ad un tratto avvertì una presenza.
Si voltò e vide una figura, immobile che lo fissava.
Guisgard la guardò.
"Sei... sei... tu...?" Chiese.
Ma la figura non rispose nulla.
"Sei tu..." disse il cavaliere "... si, ti riconosco... sei tu, amore mio adorato..." ed abbassò la spada.
"Si, sono io..." rispose Talia sorridendo.
"Sono stanco, sai..." disse lui "... stanco..."
"Ora è tutto finito, ci sono io qui con te..."
"Davvero? Resterai qui con me per sempre?" Chiese lui.
"Si, per sempre..." rispose con dolcezza Talia.
"Come sei bella..."
"Ho freddo, Guisgard..."
"Ci sono io con te ora..." e tentò di avvicinarsi.
"No, fermati, ti prego!" Lo fermò indietreggiando.
"Cosa c'è, amore?" Chiese lui turbato.
"Ho paura..." rispose la ragazza "... ho paura... la tua spada... è sporca di sangue... buttala a terra..."
"Ma non potrei mai farti del male..."
"Si, lo so... ma ho paura... lasciala cadere, Guisgard... lasciala cadere e vieni ad abbracciarmi..."
Guisgard fissò la sua spada.
"Lasciala cadere e scaldami col tuo corpo... vieni, amore mio..."
Guisgard cominciò allora ad allentare la presa e l'elsa iniziò, pian piano a scivolargli dalla mano...