Cavalcavo in silenzio, la schiena diritta, lo sguardo fisso di fronte a me… Gerard era al mio fianco, due dei suoi cavalieri erano davanti a noi, gli altri ci seguivano ad immediata distanza.
Improvvisamente un colpo di vento mi colpì, portandosi con sé il profumo di quella terra e per un istante non fui più lì: rividi una collina in una fresca mattina che tanto lontana appariva ormai nel mio ricordo, udii di nuovo quei suoni, il frusciare del vento, percepii sulle labbra il sapore dell’uva appena colta…
Una lacrima mi scese sulla guancia e istintivamente piegai il viso, perché Gerard non la vedesse… ma in fondo che cosa mi importava se pure l’avesse vista? Avevo barattato quella gioia per la vita di Guisgard e adesso stavo mantenendo la parola, ma nessuno di loro poteva pretendere anche che fossi felice… nel patto con mio padre non era inclusa la mia felicità e lui non poteva impormela. Poco importava ciò che sir Gerard pensava, poco importava ciò che chiunque a Carcassonne o in Borgogna avrebbe pensato… ciò che contava era che il mio cavaliere non avesse più taglie che pendevano sulla sua testa, ciò che contava era che non sarebbe più stato braccato e costretto a fuggire… se fossi tornata indietro, altre cento e mille volte avrei fatto quella stessa scelta.
Alcune lucciole attrassero la mia attenzione… mentre passavo le osservai con un misto di invidia e malinconia, pensando a lui che probabilmente aveva avuto ragione lui fin dall’inizio: tutto sarebbe stato più facile se non fossimo stati ciò che eravamo… forse ci eravamo conosciuti nel modo sbagliato, nel posto sbagliato e nel momento sbagliato. Forse se fossimo stati qualcosa di diverso… ma era inutile sognare ormai, era inutile e doloroso.
Staccai di malavoglia lo sguardo dalle lucciole e tirai dritto.
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** Talia **
"Essere profondamente amati ci rende forti.
Amare profondamente ci rende coraggiosi."
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