Quella domanda la cose del tutto impreparata... essere la moglie di Mion, la sua sposa... una parola come quella non era mai entrata a far parte del suo immaginario, e l'idea del matrimonio le era sempre stata estranea. Quando le era capitato di parlarne, in passato, ad esso si riferiva come ad un'immagine lontana, estranea... come si parla di un'usanza di qualche popolo lontano e distante dal nostro abituale costume. E come avrebbe potuto essere diversamente? Non erano certo imenei, quelli che si intonavano sui campi di battaglia, e le spose, almeno quelle di cui aveva sentito parlare, non impugnavano spade tra le mani sporche di sangue.
Sfiorò con le mani il fiore che Mion le aveva messo tra i capelli, con delicatezza, quasi temesse di rovinarlo. In quel contatto, un brivido le addolcì il cuore, e la vibrante delicatezza di quel petalo le riportò alla mente le carezze di Mion, e desiderò averle per sè per sempre.
"Ti sposerò, Mion, se lo desideri davvero... ma una cosa ti dico fin da adesso, perchè tu non abbia a pentirtene quando sarà troppo tardi! Io voglio essere tua sposa e tua compagna insieme, e voglio seguirti in guerra ed in battaglia! Non sono fatta per la quiete del focolare... se tu mi chiudessi in un castello, foss'anche il più bello ed il più ricco del mondo, io ne morirei! Quindi, amore, sono questi i patti... riposerò accanto al tuo cuore la notte, ma veglierò di giorno accanto alla tua spada!"
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"E tu, Morrigan, strega da battaglia, cosa sai fare?"
"Rimarrò ben salda. Inseguirò qualsiasi cosa io veda. Distruggerò coloro su cui avrò poggiato gli occhi!"
Ultima modifica di Morrigan : 16-09-2010 alle ore 05.40.30.
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