Cittadino di Camelot
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Nella notte, serena, sommessa, pacificata, il borgo respirava senza nemmeno un sussulto.
La campana della chiesa che scandiva le sue ore, il tintinnare dei campanacci delle greggi che mormorando si avviavano al pascolo, lo zufolare del pastorello che avanzava guardando cercando in cielo i segni dell’alba per poter infine spegnere la sua lanterna.
Nella notte, serena, sommessa, pacificata, le lunghe dita di Morrigan si agitarono nell’ombra, poi si contrassero, stringendosi intorno al braccio di Mion.
Erano giunti a Capomagnus sul far della sera, e avevano trascorso tutti insieme una allegra serata nella locanda, con Maladesh e i suoi, a brindare sul loro successo, poi si erano concessi il meritato riposo in vero letto, dopo i lunghi giorni trascorsi nella foresta. Ma giungendo il mattino, il suo sonno si era fatto agitato, turbato da visioni oscure.
Nel sogno, Mion la baciava e le metteva tra le mani un anello. Morrigan sorrise, guardandolo, ma osservandolo meglio, si avvide che l’anello mutava di colore, diventava rovente e bruciava come il fuoco. Istintivamente la ragazza lo lasciò cadere, ma l’anello si infisse così profondamente nella terra che Morrigan temette di averlo perso. Mion era sparito e lei era rimasta da sola. Si chinò, cominciò a scavare con le mani per recuperarlo, ma c’era troppo buio intorno, e non riusciva a vedere nulla, un buio innaturale come il soffio che sentiva crescersi intorno. Sollevò lo sguardo e vide due eleganti felini che in cerchio si muovevano attorno a lei. Cominciò a seguire con gli occhi il movimento di quelle due belve… sembravano due leopardi! Il suo respiro si fece carico di paura. Si acquattò come un gatto, pronta a balzare loro addosso al minimo cenno di attacco, felino al pari di quegli animali… ma subito l’immagine scomparve, e Morrigan fu di nuovo sola, nel buio. Allora vide crescere in lontananza la luminosità di un fuoco, e avvicinandosi si accorse che era un rogo, come quelli su cui venivano sacrificate le sventurate accusate dall’ignoranza e dalla crudeltà del mondo… immagini di una terra a lei nota le apparvero contorte tra le fiamme… una terra che conosceva bene, perché le sue scogliere sfidavano il biancore delle sue terre natali! Poi tutto divenne confuso dal calore del fuoco e dall’aria impregnata di cenere. Provò una fame terribile, divorante, e dolore, e angoscia, e smarrimento… e sentì la voce di Elisabeth maledire il nome di Guisgard… e sentì il suo spirito abbandonarsi allo sconforto… e in quel momento, dal nulla, una lama squarciò il buio con un bagliore fulmineo e le trafisse il cuore. Morrigan non ebbe nemmeno il tempo di capire. Percepì solamente un dolore violento. Si portò la mano al petto, quindi rimase a fissare le sue dita che tremavano grondanti di sangue, e cominciò ad urlare.
L’urlo di Morrigan squarciò la quiete della notte. Seduta sul letto, stringeva le palpebre e si teneva la testa tra le mani. Il dolore era vivo e reale, troppo per poterlo ancora ignorare ancora a lungo… non è finita, non è ancora finita! Morrigan, svegliatevi!
Era in preda al panico e alla febbre, come se oscuri fantasmi avessero preso il posto delle immagini reali, e la ragazza, guardandosi intorno, riuscisse unicamente a pensare al modo in cui sfuggire a quelle presenze. Maledisse le sue visioni impefette, che la vicinanza di Elisabeth aveva risvegliato, senza avere tuttavia il tempo di perfezionarle, poi, senza nemmeno capire cosa stesse facendo, in preda a quel tormentoso sentimento, cieca e sorda a qualsiasi altro richiamo, Morrigan si vestì in fretta e si precipitò giù per le scale, correndo fuori fino alla stalla.
Vide lì dentro una bella puledra baia, che scalciava nervosa, sollevando la paglia con lo zoccolo fremente. Morrigan si avvicinò, con recuperata calma, e solo allora riuscì a prendere fiato. Carezzò con lentezza il collo e la schiena dell’animale, parlandogli piano all’orecchio, quindi, con gesti svelti, iniziò ad affibbiare la sella.
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"E tu, Morrigan, strega da battaglia, cosa sai fare?"
"Rimarrò ben salda. Inseguirò qualsiasi cosa io veda. Distruggerò coloro su cui avrò poggiato gli occhi!"
Ultima modifica di Morrigan : 17-09-2010 alle ore 18.45.27.
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