Talia si era presentata al duca con il suo cortese inchino e la sua innata grazia.
Ma suo padre subito la richiamò:
"Ti ho sempre insegnato" disse "che in presenza di tuo padre e di altri nobili uomini tu devi restare in silenzio! Una dama del tuo lignaggio deve saper star al suo posto!"
"Siete a casa mia, milord" intervenne la voce del duca a riprenderlo "e sono io a decidere chi può o meno prendere la parola!"
"Ecco, io..." tentò di dire il visconte.
"E si dia il caso che a me interessi cosa ha da dire una dama!" Aggiunse il duca, sempre restando dietro il suo seggio. "Soprattutto quando la dama in questione dovrebbe diventare mia moglie."
Il visconte chinò il capo, in segno di rispetto ed obbedienza.
Talia però aveva riconosciuto quella voce che proveniva da dietro quell'austero seggio.
In quel momento padre Alwig la fissò e le sorrise.
"Prego, milady..." continuò a dire il duca "... visto che, come sembra, dovremmo passare la vita insieme mi interessa e non poco il vostro parere..."
Le due guardie ai lati del seggio fecero un passo indietro e finalmente il duca si alzò e si mostrò ai presenti.
"Ditemi dunque, milady... volete essere mia moglie?"
Chiese Guisgard guardando Talia.