Louis ascoltò con attenzione le parole di Morven.
E quelle parole, inevitabilmente lo riportarono indietro con la mente.
Il cielo si era di colpo coperto, divenendo grigio, mentre un forte vento da est cominciò a soffiare sul bosco.
Il giorno volgeva ormai alla fine e questo rese ancor più buio quel tormentato ed inquieto cielo.
Luois si perse a guardare la viva fiamma che si consumava nel camino.
"Si, le spade sono fortunate..." mormorò "... non sopravvivono ai loro padroni... invece a me anche questo è stato negato..."
Restò un'attimo in silenzio, poi come destatosi all'improvviso riprese a parlare:
"Tra poco ci siederemo a tavola... cavaliere..." rivolgendosi a Morven "... vi prego, voi che siete giovane e bello, a differenza mia che invece appaio vecchio e stanco, ormai alieno alle regole della cortesia, fate compagnia alla nostra giovane dama... quanto a me, approfitterò del tempo che ci separa dalla nostra cena per terminare un lavoro che ormai si prolunga da tempo... e di tempo io, per Grazia di Dio, non ne ho più tanto..." aggiunse.
Poi si si recò nella stanza dell'incudine e riprese a lavorare sulla spada di sua moglie.
Era incrostata e tentava di pulirla, ma il tutto risultava complicato in quanto il vecchio cavaliere, per un qualche misterioso motivo, non sollevava la spada da quella fredda incudine.
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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO
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