La notte avvolgeva anche il villaggio dei nani.
E la notte portava con se confusione, paura, malinconia ed inquietudini.
E proprio queste ultime sembravano affollare il cuore e l'animo di Arowhena.
Visioni, segni, immagini, figure, frutto forse di stati d'animo o sensazioni, che sembravano materializzarsi davanti agli occhi della donna.
Il sogno e la realtà.
Era definibile quel confine?
E dove finiva il sogno e cominciava l'incubo che attanagliava quel luogo?
Nessuno poteva saperlo.
Come nessuno poteva comprendere le inquietudini di Arowhena.
Belven forse avrebbe voluto.
Le aveva parlato, ma lei sembrava assente, come rapita.
Restò allora a fissarla.
Era bella, ma il cavaliere non solo dalla sua bellezza sembrava preso.
I suoi pensieri.
Belven avrebbe pagato chissà cosa per conoscere i pensieri di Arowhena.
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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO
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