Nel frattempo, nel ventre rinnegato del bosco, dove gli Atari avevano gettato le colonne del loro regno di morte, Guisgard, Talia e Gila erano penetrati nelle prigioni.
E la vista di quella ragazza li aveva pietrificati per l'orrore.
A quelle parole di Talia, Gila fissò Guisgard che rispose annuendo.
Il nano allora ruppe il legno di quella cella con la sua possente scure.
Entrò e scacciò i topi agitando la sua arma.
"Grazie, amico mio..." mormorò Guisgard.
"Ed ora?" Chiese Gila, mentre il corpo martoriato di quella ragazza era davanti a loro.
"Dobbiamo per prima cosa tagliare questo filo spinato..." disse il cavaliere "... ne sei capace?"
"Si, certo..." annuì il nano.
Estrasse allora un piccolo coltello dalla sua borsa insieme ad una tenaglia.
"Non sarà bello da vedere..." disse Guisgard a Talia.
Il nano allora cominciò a sollevare dalla carne della ragazza quel filo spinato, per poi tagliarlo e tirarlo via.
La martire restò immobile, nonostante la dolorosa operazione, lamentandosi solo lievemente.
"Ecco... il filo è tolto..." mormorò il nano.
Guisgard allora si tolse la giubba ed avvolse adagio la ragazza.
"Solleviamola." Indicò Gila.
"Sentirà un dolore insopportabile..." disse Guisgard "... con tutte queste piaghe..."
"Non credo sia più in grado di avvertire molto dolore..." rispose il nano "... avrà i nervi quasi tutti recisi... è praticamente solo carne macellata, appena attraversata da un lieve soffio di vita..."
"Un buon motivo allora per portarla via!"
E detto questo, Guisgard la prese in braccio, indicando al nano di condurli fuori da quell'Inferno.
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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO
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