Morven rimase per un istante pietrificato, come di ghiaccio. Mentre tutti intorno a lui cominciavano ad agitarsi, a correre, a spostarsi veloci, lui restava immobile davanti all'uscio della chiesa.
Si portò inavvertitamente una mano alle labbra, in un gesto che una volta gli era molto familiare, ma che da tempo non aveva più compiuto. E le labbra gli tremavano, come se fossero state l'unica parte viva e mobile di quel corpo che sembrava non voler più rispondere alla ragione... ferito a morte...
"Che vuoi che sia... andrò da solo stavolta!"
"Mi dispiace, Cypher... ma non mi piace questo incarico che ci hanno dato!"
"Si, hai ragione... ma sono un sacco di soldi... sono davvero tanti bei soldi, e noi non abbiamo un incarico da mesi!"
"Sì, però... non mi piace quel Lord Bonsee... e non mi piacciono i suoi scagnozzi... io non voglio prendere parte a questa spedizione, e non dovresti andare nemmeno tu!"
Cypher lo aveva guardato con il suo solito sorriso aperto e sicuro.
"Be', almeno vieni con noi fino all'accampamento... potresti cambiare idea all'ultimo momento e seguirci... oppure attendi li che io ritorni coperto di gloria e di soldi per inginocchiarti davanti al grande Cypher!"
Avevano riso e scherzato a quelle parole, com'erano soliti fare quando iniziavano a sfidarsi con le grasse vanterie da soldati...
... ma Morven non aveva cambiato idea. Aveva seguito il gruppo di cavalieri fino all'accampamento nel bosco, vicino a quella torre che sembrava così importante per il signore di quelle terre, e al contempo così difficile da espugnare. Aveva aiutato Cypher ad indossare le protezioni, aveva scherzato con lui e sellato il suo cavallo... ma non aveva cambiato idea, no!
Era rimasto a guardare mentre gli altri si allontanavano.
Cypher, in groppa a quel suo elegante puledro... "fortunata canaglia, come fa a fare sempre un mucchio di soldi?!?!"... gli aveva lanciato un saluto con la mano e un sorriso gioviale e aperto, come sempre...
Aveva passeggiato tra le tende, senza far caso a nulla... aveva dialogato col tramonto... aveva toccato il fondo dei propri pensieri, il fondo di quella assurda provvisorietà che era la vita... perchè non era andato?... perchè si era tirato indietro?... cosa lo aveva fermato?... forse non era il gran cavaliere che credeva di essere... a ben pensare, non lo era affatto! Aveva lasciato ogni cosa per inseguire quel sogno... ed era finito a fare il mercenario, al soldo di chi potesse garantirgli un nuovo pezzo di armatura o una spada migliore... voleva essere nobile come Parsifal e coprirsi di fama e di gloria, ed invece si stava vendendo al miglior offerente... ormai il suo nome cominciava ad essere famoso tra quelle terre... tutti volevano pagare l'abile spadaccino per questa o per quell'impresa... ma era fama, quella? ed era gloria?
Era talmente preso dai proprio pensieri che quasi non si accorse dello scudiero che lo chiamava...
"Signore..."
Morven si voltò, quasi adirato per essere stato interrotto. Poi incrociò lo sguardo pallido e gli occhi tremanti di quel ragazzino.
"Signore... mi hanno detto di portavi queste..."
E in tutta fretta, come se avesse paura di lui, il ragazzo gli tese due spade corte, ancora coperte di sangue. Morven le prese tra le mani, senza capire... le spade corte che Cypher portava sempre con sè...
"Ma che..."
Il ragazzino era già sgattaiolato via, e Morven sollevò lo sguardo a cercare una risposta. Dall'altro lato del campo, gli uomini di Bonsee stavano ritornando, e non c'erano scherzi o frasi gioviali in quel gruppo. Si precipitò in quella direzione con una strana ansia nel cuore...
"Che cosa è successo?" chiese con urgenza.
Nessuno gli rispose, molti lo evitarono senza dargli molto peso. Morven strattonò uno dei soldati che gli passò accanto. Questi lo guardò con uno sguardo arcigno e alla sua domanda rispose brusco:
"Che vuoi, marmocchio senza fegato? Il tuo degno compare è laggiù, che sta morendo come merita gente come voi... sporchi mercenari!"
Morven gli aveva tirato un pugno in pieno viso e l'aveva lasciato steso a terra. Il suo unico pensiero era rivolto a Cypher...
... ferito a morte... continuava a guardare la notte... Goldblum... dovevo andare io... toccava a me... stavolta toccava a me... avevo un conto da saldare con la Morte!
"State in guardia... siete rimasto solo..."
Quelle parole gli risuonarono in mente, facendolo trasalire... siete rimasto solo... che sciocchezza! Io sono sempre stato solo... e solo sarei dovuto restare... non sono certo una fortuna per i miei compagni!
"L'alba è ancora lontana..."
Sì, era lontana... benedetta notte... forse così salderò quel vecchio conto con la Nera Signora!
Si voltò verso Bumin, un attimo prima che questo si voltasse per seguire gli altri dentro la chiesa.
"Avete ragione, mio signore... devo stare in guardia! A questo proposito, dunque, fatevi prestare un'arma affilata da qualcuno dei vostri amici, e rendemi quel vecchio gladio che vi diedi in prestito... comprendo dalle vostre sagge parole che stanotte servirà più a me che a voi!"
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"E tu, Morrigan, strega da battaglia, cosa sai fare?"
"Rimarrò ben salda. Inseguirò qualsiasi cosa io veda. Distruggerò coloro su cui avrò poggiato gli occhi!"
Ultima modifica di Morrigan : 03-12-2010 alle ore 03.34.21.
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