La scogliera era battuta dal vento.
Un vento asciutto e fresco, ma impetuoso.
Il mare si infrangeva sugli scogli spruzzando la sua schiuma fin quasi sul lungo vestito di Gaynor.
Il vento soffiava forte e la ragazza guardava come rapita l'orizzointe sterminato.
Pensava a chissà quali terre lontane, misteriose, inesplorate oltre quel mare che sembrava infinito.
Alle sue spalle, in lontananza si vedeva una lunga processione.
Era le festa del santo patrono del paese.
"San Vito! San Vito!" Esultavano alcuni ragazzini che correvano verso la processione. "Arriva San Vito!"
Ad un trattò la ragazza udì un canto malinconico.
Si voltò e vide un cavaliere sconosciuto che suonava un'ocarina.
Suonava senza accorgersi di ciò che avveniva attorno a sè.
Improvvisamente il tempo cambiò.
Il cielo terso si riempì di nuvole nere e cariche di pioggia, mentre il vento cominciò a soffiare con una forza ben maggiore.
Il mare si gonfiò e la gente che seguiva la processione iniziò a gridare e a disperdersi.
Gaynor provò un senso di angoscia e solitudine.
Si voltò allora di nuovo verso il cavaliere e si accorse che questi aveva smesso di suonare e fissava il mare.
Un momento dopo un rombo sembrò scuote il cielo ed il mare.
Una miriade di topi si riversò nelle strade.
"I topi!" Gridò un vecchio. "Fuggite che portano la peste!"
Gaynor si sentì turbata e tornò a guardare il punto in cui si trovava quel misterioso cavaliere.
Ma questi era scomparso.
Qualcuno bussò alla porta e destò Gaynor dal suo sogno.
"Milady..." disse il locandiere "... ho qui l'abito datomi dal giullare. Lo rimpongo su questo vecchio baule davanti alla vostra porta. Quando sarete comoda uscirete a prenderlo. Se vi occorre qualcosa io sono giù, nella cucina, a preparare il pranzo."
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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO
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