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Vecchio 27-12-2010, 03.16.27   #842
Guisgard
Cavaliere della Tavola Rotonda
 
L'avatar di Guisgard
Cavaliere della tavola rotonda
Registrazione: 04-06-2008
Residenza: Dalla terra più nobile che sorge sotto il cielo
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Guisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare bene
I sogni...
Qualcuno pensa siano legati alla giovinezza...
Quando si comincia a conoscere il mondo...
E tutto appare magico perchè lo si vive per la prima volta...
E forse quello era un sogno.
La Cornovaglia.
La sua campagna battuta da un vento che sembrava vecchio quanto il mondo.
E quella stradina che Guisgard attraversava ogni giorno, circondata da alte querce che parevano giganti addormentati a guardia di quell'antico mondo.
Qui il Sole sembrava più forte, più bello, più luminoso che in qualsiasi altro posto.
Si riversava sulla fitta vegetazione, generando un trionfo di mille e più colori, come a rinvigorire i fiori ed i frutti di questa terra.
Tutto ciò riempiva di gioia il cuore di Guisgard e rendendolo indifferente a quella lontana sagoma nera che camminava verso di lui.
Il cavaliere così continuava ad attraversare quella stradina, assaporando i sapori che quella terra gli sussurrava.
Come quell'odore di campo che si diffondeva ovunque dopo un temporale.
L'odore dei giochi più belli, dei desideri più ambiti.
L'odore di casa.
Guisgard correva su quella stradina verso il castello ducale che si ergeva proprio davanti a lui.
Ad un tratto squilli di trombe si levarono alti dalle torri del maniero, echeggiando per tutta la campagna, quasi portati dal vento.
Guisgard allora cominciò a correre ancora più forte.
"Ehi, signore!" Chiamò una voce. "Milord, sono qui!"
"Shell!" Gridò Guisgard, riconoscendo lo stalliere di suo zio. "Shell, amico mio!"
I due si strinsero forte.
"Il duca vi attendeva, mio signore!" Disse Shell. "Al castello è tutto pronto per ricevervi con tutti gli onori! Andiamo, vi accompagno io!"
Ad un tratto Guisgard sentì qualcosa.
Come un senso di malinconia, come quando si sta smarrendo qualcosa.
Si voltò allora indietro e in fondo alla strada vide una figura immobile.
Il vento le soffiava tra i capelli che il Sole rendeva luminosi e chiari.
Era una ragazza che fissava Guisgard.
Lo fissava andar via in silenzio.
"Ma quella..."
"Dove andate, padrone?" Chiese Shell.
"Vai tu..." mormorò Guisgard, facendo segno al suo stalliere di andare.
"Ma il duca vi attende!"
"Vai tu, ti dico..." e cominciò a correre verso quella ragazza.
"Padrone!" Gridava Shell. "Padrone, tornate qui, vi scongiuro!"
Ma Guisgard, incurante, correva verso quella ragazza.
"Talia!" Disse quando l'ebbe raggiunta. "Perchè sei qui da sola?"
La ragazza non rispose nulla e guardò a terra.
Poi, delicatamente, portò la sua mano sul petto di Guisgard.
"Come batte..." sussurrò.
"Vieni, ti condurrò al castello con me..." disse lui.
"Scappate, cavaliere!" Gridò all'improvviso un contadino che correva per i campi. "E non prestate fede a questa donna!"
"Cosa vuoi dire, villano?" Chiese il cavaliere.
"La madre di costei" rispose il contadino "era una strega! Vi condurrà alla rovina, mio signore!"
"Taglia la corda o ti taglio la gola, bifolco!" Minacciò Guisgard.
"Fuggite, mio signore! Gridò il contadino mentre scappava via. "Fuggite, sta arrivando!"
Guisgard allora si voltò indietro e si accorse che quella sagoma vestita di nero che lo seguiva sin dal principio si era avvicinata ad entrambi.
E dal velo nero che copriva interamente il suo corpo, si potevano vedere solo due occhi.
Due occhi visionari e deliranti, intrisi di una primordiale malvagità.
La malvagità più oscura e terribile, quella che esiste solo per tormentare gli altri.
Tutto questo mentre il cielo diveniva sempre più scuro.


"Talia..." ansimava Guisgard nel suo sonno confuso, tra i deliri della febbre e i malefici incanti del demoniaco potere degli Atari "... Talia... attenta... Talia..."
Gila, che assisteva impotente, a quel nuovo sussulto del suo amico fu tentato di avvicinarsi, ma per non distrarre Talia, che era accanto a Guisgard, restò al suo posto nonostante le sue preoccupazioni.






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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO

Ultima modifica di Guisgard : 27-12-2010 alle ore 03.25.14.
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