Giunta l'alba, tutti i cavalieri e i nani si misero in marcia.
Il bosco, con le prime luci del nuovo giorno, cominciò a tingersi di mille e più colori, che pian piano iniziarono a far scorrere via l'oscuro manto delle tenebre che per tutta la notte erano state le incontrastate signore di quel luogo.
La vegetazione, fatta di alberi secolari, sterpi, rovi, avvolgeva e stringeva ogni passo di quel bosco.
I rami dei poderosi alberi sembravano tendere fin verso il cielo, intrecciandosi tra loro, come a voler oscurare la luce che a fatica tentava di riprendere possesso di quel mondo fatto di mistero e paura.
L'umidità della notte appena trascorsa si ritirava a fatica, lasciando sulle corazze di quegli eroi un leggero alone fatto di infinite goccioline.
Il terreno era pesante e i robusti cavalli, lanciati con vigore in quella possente corsa, affondavano con i loro zoccoli nel terreno fangoso e viscido.
Ad un tratto Goldblum lanciò un grido che arrestò la corsa dell'intera compagnia.
"Cosa accade, nano?" Domandò il Cavaliere Verde. "Non rammenti più la strada?"
"Mio signore..." rispose confuso il nano "... conosco questo bosco sin dalla mia infanzia e posso giurare di non aver mai visto questo sentiero così come ci appare ora..."
Infatti, il sentiero che stavano seguendo improvvisamente si era aperto in un bivio.
"Destra o sinistra..." mormorò Belven "... quale sarà la direzione giusta?"
"Che sia un incanto, milord?" Chiese turbato uno dei cavalieri al proprio comandante.
"Questo bosco è dimora del demonio..." rispose questi fissando quel bivio "... egli stesso sembra averne piantato ogni albero... ed il demonio è signore della menzogna... si, è un incanto "continuò a dire, senza però smettere di guardare la doppia strada davanti a loro "ed è fatto per confonderci e farci smarrire la retta via..."
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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO
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