Cittadino di Camelot
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Restare in compagnia di Guxio era terribilmente penoso: la sua vicinanza mi disgustava e il suono della sua voce mi faceva venire i brividi... avrei voluto gridare e scappare via, avrei voluto colpirlo e colpirlo ancora... e invece non mi mossi né dissi niente, pietrificata alla sola idea del patto cui ero stata costretta a sottostare.
Ringraziai il Cielo, tuttavia, quando uno di quegli uomini venne a chiamarlo e lo condusse via.
Io rimasi per un istante immobile dove mi trovavo, inspirando profondamente e cercando di far chiarezza nella mia mente ancora leggermente confusa... e tuttavia qualcosa in essa scattò quasi subito: in fretta mi alzai e, silenziosamente, mi accostai alla porta che Guxio aveva appena varcato, fermandomi proprio lì, totalmente schiacciata nella zona d’ombra contro lo stipite alto e roccioso, trattenendo il respiro e restando in ascolto.
Distinsi con chiarezza la voce di Bumin insieme a quella di Guxio, e mi sorpresi che fosse lì.
Ascoltai il racconto di ciò che era successo e qualcosa dentro di me vibrò forte quando disse che Guisgard l’aveva smascherato... ‘pazzo!’ pensai ‘pazzo e avventato!’... ma non potei evitare di sorridere. E il sorriso si allargò quando compresi che stava bene, ciò almeno disse l’uomo: disse che il cavaliere lo aveva battuto e costretto alla fuga... il peso nel mio petto di allentò un po’, allora, chiusi gli occhi e ringraziai il Cielo.
Fu ciò che venne dopo che mi scosse di nuovo e di nuovo mi riempì di terrore, di un dolore profondo e di una gelida furia...
Citazione:
Originalmente inviato da Guisgard
"Maestro, quel cavaliere..."
"Cosa?"
"Deve morire..." rispose Bumin "... e subito..."
"Lo temi a tal punto?"
"No, ma credetemi... lui sarebbe l'ostacolo maggiore per i nostri piani su quella ragazza..."
Guxio lo fissò per qualche istante.
"Allora sarà il primo a morire..."
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Mi staccai subito dalla parete cui mi ero appoggiata, quasi fosse diventata rovente, e arretrai di nuovo nella sala in cui Guxio mi aveva lasciata poco prima...
‘...il primo a morire!’ aveva detto.
Quelle parole rimbombavano nella mia mente con un fragore assordante... e allora capii che a Guxio non importava niente del nostro patto: li avrebbe fatti uccidere tutti comunque, in qualsiasi caso... e avrebbe cominciato da Guisgard.
Il panico mi avvolse e mi chiesi che cosa dovevo fare...
E in quel momento di totale incertezza della mente, il mio sguardo cadde di nuovo su quel vecchio specchio incantato... la nebbia densa al di sotto della sua superficie aveva ripreso a vorticare velocemente, contorcendosi in mille forme che ipnotizzavano i miei occhi... continuai a fissarlo, quasi senza rendermene conto, finché la bruma si diradò di nuovo e delle figure iniziarono ad essere riconoscibili.
Lo osservai con più attenzione, era il gruppo che avevo visto poco prima... mi sembrava quasi di osservarli da una finestra posta in alto: li vedevo muoversi e confabulare tra loro, forse parlavano della fuga di Bumin, però non potevo sentire le loro voci e non sapevo cosa si stessero dicendo... scrutai quei volti uno ad uno, finché raggiunsi quello di Guisgard...
Guxio li avrebbe trovati, mi dicevo... sarebbe stato così facile per lui vedere dov’erano per mezzo di quello specchio e loro, in quel labirinto, come avrebbero potuto fuggire?
E così, mossa da quel pensiero improvviso, afferrai con entrambe le mani il pesante candeliere che era posato sul tavolo da cui Guxio poco prima aveva preso i due bicchieri, e lo usai per colpire, con tutta la forza che avevo, quell’antico specchio.
La spessa base metallica del candeliere si infranse contro il vetro e immediatamente mille schegge iridescenti volarono da ogni parte, schizzando verso l’alto per poi ricadere a terra, come una pioggia tintinnate, mentre quel rumore riempiva la sala...
E io rimasi per un istante in piedi, di fronte alla cornice ormai vuota dello specchio... infine allentai un po’ la presa e il candeliere mi scivolò di mano, finendo anche quello a terra con un sonoro tonfo...
“Ecco! E ora, se vi vorrà trovare...” dissi tra me a mezza voce “di certo non potrà più fare affidamento su questa diavoleria!”
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** Talia **
"Essere profondamente amati ci rende forti.
Amare profondamente ci rende coraggiosi."
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