Gaynor osservò la scena in disparte, tenendo Lyan sempre stretta a sé. Era successo tutto troppo in fretta e, durante lo scontro tra Bumin e Sir Guisgard, l'odio e l'ira che lesse negli occhi di quest'ultimo la spinsero a tirarsi indietro al fine di proteggere la bambina. Quando però quella carogna di Bumin prese il largo dopo aver tentato di pugnalare Guisgard, il gruppo di accorse che nello scontro era stato invece colpito Iodix. Nel vedere il pugnale sporgere dal suo petto, Gaynor lanciò un grido e si precipitò verso il giullare, lasciando Lyan al vecchio delle fosse. Ma d'un tratto Iodix aprì gli occhi e cominciò a recitare dei versi:
"Se la penna della spada è più potente,
allora un libro di uno scudo è più possente!
Che sia un codice o un trattato,
questo libro mi ha senza dubbio salvato!"
E così dicendo mostrò un grosso libro custodito sotto la sua giubba, che aveva fatto da scudo. Lo vide riabbracciare il suo padrone, e non riuscì a trattenere lacrime di sollievo. Non avrebbe sopportato di vederlo morire, quando era stata proprio lei a spingerlo in quest'impresa. Quando i due si sciolsero dal loro abbraccio, Gaynor si avvicinò al giullare e gli fece una carezza, ancora scossa per riuscire a parlare.
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"Amore non è amore se muta quando scopre un mutamento o tende a svanire quando l'altro s'allontana [...] Se questo è errore e mi sarà provato, io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato."
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