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Vecchio 17-01-2011, 04.58.41   #964
Guisgard
Cavaliere della Tavola Rotonda
 
L'avatar di Guisgard
Cavaliere della tavola rotonda
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Residenza: Dalla terra più nobile che sorge sotto il cielo
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Guisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare bene
“La verità, amico mio?” Chiese Guisgard a Morven. “Non ho la minima idea di dove stiamo andando! Questo posto è un labirinto dove si potrebbe celare un’insidia dietro ad ogni angolo! Ciò che so è che ci troviamo davanti a dei fanatici assassini e che quel traditore di Guxio ne è il capo! E da quanto è accaduto poco fa, ben conoscete il ruolo di Bumin in questa storia! Ora seguiamo questa strada perché mi sembra opposta a quella che conduce alla chiesa sconsacrata, dalla quale siamo scesi in questo posto maledetto!”
Il gruppo, dopo un pò, giunse in una sorta di piccola grotta, nata dall'unione di due stretti cunicoli che si incrociavano tra loro.
"Cavaliere..." disse il Cappellano a Guisgard "... siamo stanchi, credo sia meglio fermarci un momento per riprendere le forze..."
"Siamo già stati fermi abbastanza” rispose Guisgard “… e..."
"Messere..." lo interruppe il Cappellano "... comprendo la vostra ansia per ritrovare lady Talia..."
"Infatti! Ed ogni istante perso potrebbe essere fatale alla nostra ricerca."
"Avete ragione ma per poterla salvare bisogna che tutti siano in grado di aiutare il gruppo." Osservò il chierico. "Purtroppo non siamo tutti cavalieri e non abbiamo l'addestramento adatto per sopportare simili fatiche... continuare oltre, rischiando di non avere la forza per poterci difendere, sarebbe un suicidio..."
"E sia..." disse Guisgard dopo un attimo di forzata riflessione "... faremo una breve sosta per poi riprendere il cammino..."
"Grazie, sir Guisgard." Sorrise il Cappellano.
"Morven..." chiamò Guisgard "... voi e Dukey riposatevi laggiù, dove controllerete le spalle del gruppo, non vorrei ci ritrovassimo colti da un attacco a sorpresa... e nel frattempo tenetelo d'occhio... io invece darò uno sguardo alla strada che ci aspetta..."
"Padrone tu non riposerai?
Sarai stanco se continuerai!"
Esclamò Iodix.
"Non sono stanco" rispose Guisgard "e poi non riuscirei a chiudere occhio..."
Si allontanò allora dal gruppo, cercando di capire quale strada stavano percorrendo in quella sorta di labirinto sotterraneo.
Quel passaggio era umido e avvolto da una quasi totale oscurità, solo a stento squarciata dalla torcia che aveva in mano Guisgard.
Ad un tratto il cavaliere udì dei passi.
Incerti e lontani.
Fissò allora quelle dense tenebre, ma non vide nulla.
Ma dopo qualche istante di nuovo si udirono quei passi.
E stavolta erano molto più vicini.
"Chi è là?" Chiese Guisgard.
Ad un tratto la luce della sua torcia gli permise di scorgere una figura.
"Chi sei?"
"Sono io..."
"Talia? Sei tu?"
"Si, sono io..."
Il cavaliere allora si avvicinò.
Era davvero lei.
Bellissima, come un sogno, avvolta da un velo lacerato e bagnato per l'umidità.
"Cosa ti è accaduto?" Domandò Guisgard. "Come hai fatto a tornare qui?"
"Ti prego... non chiedermi nulla..." sospirò lei "... sono stanca ed infreddolita..."
"I tuoi vestiti..."
"Riscaldami tu..." disse avvicinandosi a lui "... col calore del tuo corpo..."
Chinò allora il capo sul petto di Guisgard e si strinse forte a lui.
"Sento battere il tuo cuore..." continuò a dire lei "... batte forte..."
Le sue mani strette attorno ai suoi fianchi, il suo corpo contro quello di lui, i lunghi capelli bagnati che sembravano avvolgerli e proteggerli da tutto ciò che li circondava.
Poi, improvvisamente, lei si avvicinò al volto di lui, sfiorandolo col suo respiro.
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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO
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