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Vecchio 08-02-2011, 05.04.45   #1116
Guisgard
Cavaliere della Tavola Rotonda
 
L'avatar di Guisgard
Cavaliere della tavola rotonda
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Residenza: Dalla terra più nobile che sorge sotto il cielo
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Guisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare beneGuisgard di lui non si fa che parlare bene
Lyan rise ancora più forte, ma nonostante la sua angosciante ed insopportabile risata, le drammatiche parole di Gaynor giunsero a Guisgard.
"Lancillotto..." si ripeteva fra sè e sè il cavaliere.

"Sei tornato, finalmente!" Esclamò il duca. "Ti ho aspettato tutta la sera! Dove diamine sei stato?"
"In giro..." rispose il piccolo Guisgard.
"In giro?" Ripetè adirato il duca. "Sei peggio di un tizzone d'Inferno! Da grande diventerai un bandito, altro che cavaliere!"
Il ragazzino non rispose nulla.
"Sir Algerion è uno dei miei baroni più fedeli! E tu oggi gli hai malmenato il figlio!"
"Si meritava una lezione..."
Il duca lo afferrò per un braccio, ma il ragazzino lamentò un forte dolore.
"Cos'hai al braccio?"
"Nulla..."
"Giuarda qui che taglio!" Esclamò il duca. "Le hai anche prese! Dunque il figlio di sir Algerion è più in gamba di mio nipote! Ben ti sta! Prima di fare il presuntuoso ed il superbo accertati almeno di saperti difendere! Ed ora fila a rinchiuderti in stanza! Non voglio vederti in giro!"
"Guisgard! Guisgard!" Chiamavano a gran voce alcuni ragazzini appena giunti al castello.
"Andate via o le buscherete anche voi!" Tuonò il duca.
"Signore, vostro nipote è degno di voi!" Esclamò uno dei due ragazzini.
"Si, ha tenuto testa alla grande a quei prepotenti! Aggiunse l'altro.
""Cosa dite?" Chiese il duca. "Prepotenti?"
"Chi ha detto che era uno soltanto?" Gridò con rabbia Guisgard.
"E' vero, signore..." intervenne il primo ragazzino "... erano tre contro suo nipote... e lui è riuscito comunque ad avere la meglio!"
"Quei tre si approfittavano del figlio storpio dello stalliere di sir Algerion..." aggiunse l'altro ragazzino "... ma Guis gli ha dato una bella lezione! A tutti e tre!"
"Benedetto ragazzo..." con un sorriso appena accennato il duca "... quando la smetterai di fare il Lancillotto e di cacciarti nei guai?"
"Voi mi avete insegnato che i deboli vanno difesi e i presuntuosi puniti!"
"Avanti, mio piccolo Lancillotto!" Esclamò il duca con una grossa risata. "Andiamo a farti medicare quel taglio che hai sul braccio!"

Le parole di Morven destarono Guisgard da quel ricordo lontano.
"Uscire da qui? E come? Come?" Chiedeva Guisgard, quasi implorando una risposta. "Cosa avete visto? Cosa, Morven?"
Ma quelle domande furono zittite da un grido di disumano dolore.
Iodix era stato marchiato a sangue da uno di quegli uomini tatuati.
Sulla sua pelle era stato impresso uno dei simboli di quella sanguinaria setta.
"Forza!" Ordinò Lyan. "Marchiate anche gli altri! Sir Dukey!" Gridò poi al cavaliere. "Avanti, diamo inizio al sacrificio!"
Dukey annuì, si avvicinò all'altare e sollevò verso l'alto la sua spada.
Fissò allora due suoi fedeli che gli stavano accanto e fece loro segno di cominciare.
I due presero da un braciere ardente decine di piastre di ferro incandescenti.
"Avanti, miei devoti..." disse Dukey "... strappatele il primo strato di pelle... e fatelo lentamente..."
"No, maledetti assassini!" Gridò Guisgard, mentre negli occhi di Gaynor prese forma una terribile visione di morte.
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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO
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