Cittadino di Camelot
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La cappella del palazzo era silenziosa e la candida luce entrava dalle alte vetrate, inondando e avvolgendo ogni cosa in mille diverse sfumature... Io e Eileen procedevamo lentamente attraverso la navata e i nostri passi risuonavano come un tintinnio nell’aula deserta.
“Sarà qui che mi sposerò un giorno!” disse ad un tratto la mia amica, come uscendo da un pensiero “Sarà splendido... ci saranno dame e cavalieri, ci saranno fiori candidi ovunque, ci sarà profumo d’incenso, una musica celestiale...”
Mi voltai verso di lei e annuii, sfoderando un mezzo sorriso: “Già... sarà sicuramente splendido! E, in tutto questo lusso di particolari, hai per caso previsto che ci sarà anche uno sposo?”
Anche lei sorrise: “Beh... sì, suppongo che ci sarà anche uno sposo!”
Ci guardammo per un istante, poi entrambe scoppiammo a ridere...
“Sai...” proseguii io dopo un momento “E’ curioso che tu inizi a pensare a come sarà il tuo matrimonio proprio ora...”
“Che vuoi dire?” mi chiese, ma dal sul sguardo compresi che già aveva capito dove volevo andare a parare.
“Beh...” spiegai “Ieri sera, al banchetto, mi è parso che sir Gideon non avesse occhi che per una dama...”
Lei rimase in silenzio per un istante, lo sguardo luminoso perso chissà dove, poi tornò a guardarmi: “Tu credi?”
“A me sembrava proprio!” dissi.
Eileen si lasciò cadere su una panca e sospirò: “Ti confesso che l’avevo notato anche io... e non mi dispiacerebbe affatto se fosse così!”
“Già...” concordai con un sorriso, sedendomi a mia volta.
Lei si voltò e mi studiò per alcuni minuti, poi chiese: “E tu?”
“Io cosa?” domandai.
“Tu come immagini il tuo matrimonio? Sarà anche il tuo in questa cappella, suppongo...”
“Non credo!” la interruppi lentamente “Dato che io non sono un membro della famiglia del principe!”
“Sciocchezze!” ribatté lei in fretta “Io e papà ti vogliamo bene come se lo fossi! Non è questo il punto... il punto è: chi sarà lo sposo?”
Non la guardai, ma mi limitai a stringermi nelle spalle.
“Oh andiamo, Talia! Ci sarà pure qualcuno che... insomma, tu che hai notato gli sguardi di sir Gideon per me, come puoi non esserti accorta di tutti gli sguardi che invece spesso sono per te?”
Alzai un sopracciglio a quella domanda e sfoggiai uno sorriso ironico, ma Eileen non si arrese...
“Allora?” insisté.
“Beh...” dissi infine “Che li abbia notati o meno ha poca importanza. Sono tutti così tremendamente... ordinari! Quello che fanno, quello che dicono è... scontato, prevedibile, piatto e privo del pur minimo trasposto!”
Eileen mi fissava con interesse: “Che cosa desideri?” mormorò.
Sospirai... e volsi lo sguardo lontano: “Io... io vorrei avventura. E passione. Vorrei qualcuno capace di compiere grandi imprese per me. Qualcuno capace di farmi sognare e di vivere con me quei sogni. Qualcuno che abbia coraggio e determinazione... Vorrei essere travolta da quel sentimento e portata non importa dove...”
Mi bloccai all’improvviso e mi voltai verso di lei: “Tu credi che io sia sciocca, vero?”
Lei mi scrutò per un attimo, poi sorrise e prese la mia mano tra le sue: “No!” disse “Affatto! Io ti auguro di trovarlo il tuo eroe... te lo auguro con tutto il cuore!”
Quella stessa cappella, molti anni dopo...
Eileen non aveva mai avuto un matrimonio e io stavo per averne uno che mi faceva orrore... perché era andato tutto storto?
La voce del sacerdote mi riscosse...
Citazione:
Originalmente inviato da Guisgard
“Milady, prendete quest’uomo come vostro marito?”
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Alzai gli occhi di scatto e lo osservai con sguardo smarrito...
Aprii le labbra, ma non un suono ne uscì... e le richiusi in fretta.
Lentamente mi voltai e scrutai Bumin alla mia destra... anche lui mi guardava, e aveva uno sguardo che non lasciava adito a dubbi circa ciò che stava pensando...
In fretta staccai gli occhi da lui e li volsi indietro, verso la navata... c’era Guxio lì, ma evitai di guardarlo... c’era Frigoros proprio dietro di me e mi sorrideva incoraggiante... oh, il buon Frigoros... e poi c’era tanta gente, sulle panche e in piedi, e gli occhi di tutti erano puntati verso l’altare...
Scrutai la folla... irrazionalmente una parte di me sperava che da lì sarebbe giunto un aiuto e, altrettanto irrazionalmente, un unico volto affiorò nella mia mente a quel pensiero...
Non può essere qui... mi dissi ...Non può! E anche se potesse, perché dovrebbe volerlo?
E tuttavia quel volto continuò a fluttuare nella mia mente... e fu proprio quel volto che mi ricordò che era principalmente per lui, Guisgard, se ero lì... perché non gli facessero del male! Che era stata, infine, la sua salvezza che Guxio aveva messo come contropartita perché accettassi quel patto...
Con questa nuova determinazione tornai a guardare il sacerdote...
“Io...” iniziai, ma di nuovo la voce mi venne meno.
La schiarii e tentai di nuovo: “Io... Ecco, io... veramente...”
Ma era inutile... le parole mi rimanevano come incastrate in gola.
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** Talia **
"Essere profondamente amati ci rende forti.
Amare profondamente ci rende coraggiosi."
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