Il Cavaliere Vermiglio, a quelle parole di Bethan, annuì.
E senza dire niente seguì la donna fino all'ingresso della cappella.
Quel sacro luogo era gremito in ogni suo posto e molti dei presenti erano rimasti in piedi lungo le due navatelle laterali.
Quel pellegrino sembrava essere sparito, come se si fosse confuso con quella grande folla che riempiva la cappella.
E quando, insieme a Bethan, il Cavaliere Vermiglio fu nel sacro edificio, si tolse finalmente l'elmo.
Lunghi capelli, appena ingentiliti da fili d'argento, avvolgevano il suo volto.
Un volto severo, dai lineamenti forti, quasi scolpito in una perenne espressione di solenne austerità.
Gli occhi erano di un azzurro vivissimo ed il suo sguardo sembrava essere attraversato da un'indefinita inquietudine.
Una barba appena accennata, anch'essa ingrigita dal tempo, donava nobiltà e fierezza a quell'uomo che pareva aver attraversato gli oceani del tempo prima di giungere in quel luogo, in cerca di sua figlia.
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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO
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