Gli occhi intrisi di calde ed argentate lacrime, che scendevano lentamente sulle rosate gote.
Una lieve brezza che le soffiava tra i capelli ed il respiro rotto per l’emozione.
A quelle sue ultime parole, Guisgard le lasciò il braccio.
Restò qualche istante a fissarla e mille sensazioni e ricordi attraversarono la sua mente.
“Non piangete per me, milady…” disse chinando il capo, per poi rialzarlo e volgendo lo sguardo verso l’orizzonte sterminato che circondava Cartignone.
Il vento gli soffiava tra i capelli e sul cuore.
“Milady… io non credo nell’amore...” aggiunse “… non più ormai… è l’unica cosa da cui la mia spada non è riuscita a difendermi… e non sono degno delle vostre lacrime…”
Si voltò di nuovo verso la ragazza e, sorridendole, con un delicato gesto le asciugò le lacrime.
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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO
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