“Aspettate!” Disse Guisgard.
La fissò di nuovo.
“Non siate sciocca…” continuò “… voi non mi conoscete nemmeno… avete visto in me qualcosa che non esiste…” sorrise poi teneramente “… quella luce che risplende nei vostri occhi mi fa pensare a tante cose… a cose nelle quali non credo più… e non voglio che quella luce si spenga a causa mia… milady…” aggiunse “… porterò con me il ricordo delle vostre lacrime… e quel verde che tinge i vostri occhi sarà la mia speranza di trovare un po’ di serenità…”
"Sir, siete voi che non mi conoscete affatto ed ora avete anche la presunzione di ritenermi più sciocca ed ingenua di quanto in realtà io sia. E prima avete forse detto una cosa saggia... voi non meritate le mie lacrime, perchè le vostre parole sono vestite di poesia, ma il vostro cuore è freddo come il ghiaccio... vi avevo chiesto di risparmiarmi parole di compassione, ma adesso sono solo queste che odo. Forse era il vostro modo per lasciarmi un dolce pensiero, ma avete sbagliato... E risparmiatevi anche di portare con voi il mio ricordo, perchè non credo che ne siate degno..."
Guisgard la fissò per qualche altro istante, poi scosse il capo e ritornò verso le scuderie.
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"Amore non è amore se muta quando scopre un mutamento o tende a svanire quando l'altro s'allontana [...] Se questo è errore e mi sarà provato, io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato."
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