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Vecchio 06-03-2011, 21.12.16   #1250
Lady Gaynor
Cittadino di Camelot
 
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Lady Gaynor è sulla buona strada
Gaynor decise di non aspettare il nuovo giorno per andar via da Cartignone. Aveva parlato a lungo con Bethan, che tra le tante cose le aveva anche riferito che, dopo la sua fuga, Duncan aveva smosso l'intera città per ritrovarla, pazzo di dolore e non di rabbia. Gaynor le parlò di come Guisgard fosse riuscito a rimettere insieme i cocci del suo cuore dopo che Lancelot lo aveva mandato in frantumi, e di come poi avesse disilluso i suoi sogni e mortificato la sua dignità offrendole parole di compassione di cui lei non aveva bisogno.
"Non c'è luogo in cui io possa andare per trovare una pace che forse non è di questo mondo. Ovunque io andassi, i miei fantasmi mi seguirebbero e non mi permetterebbero di essere libera come io intendo essere. Un castello tutto mio, un titolo nobiliare e agiatezza non possono compensare una vita senza amore... il mio cuore è oramai arido a causa di tutti i sogni disillusi, e mi spieghi che senso avrebbe continuare a vagabondare se non vi è la speranza di trovare qualcosa di migliore? E' per questo, amica e sorella mia, che io tornerò ad Imperion, tra la mia gente, tra coloro che mi hanno soffocata forse per troppo amore e non per cattiveria. Tornerò a casa mia, adesso, subito... Voglio dimenticare Cartignone, l'orrore che ho visto e che ho vissuto, il male che mi è stato fatto, voglio dimenticare tutto... tutto quanto..."
Dopo aver salutato Bethan con la promessa che si sarebbero riviste presto, Gaynor uscì dal palazzo e corse verso le scuderie, da Elinor. Quando la vide, le accarezzò il nero e lucido manto e salì in sella. "Amica mia, si torna a casa! Vai, e che Dio sia con noi!"
Uscendo dalle scuderie, alla luce delle stelle vide due figure che stavano danzando, ignare di tutto tranne che della loro felicità. Erano Guisgard e Talia, e alla loro vista Gaynor capì che andarsene quella notte stessa era stata la scelta migliore. Le era dispiaciuto non aver salutato nessuno, ma non poteva restare in quel luogo un minuto di più. Lanciò Elinor al galoppo e pian piano le luci di Cartignone divennero sempre più piccole, fino a sparire del tutto nel buio della notte.
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"Amore non è amore se muta quando scopre un mutamento o tende a svanire quando l'altro s'allontana [...] Se questo è errore e mi sarà provato, io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato."
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