La rupe
Si narra che molti anni fa, ancora prima della grande battaglia della divisione dei regni, viveva sul monte Bondone un vecchio mago di nome Gaetus. Egli era un uomo molto saggio, conosciuto in tutto il regno per la sua bravura nel creare intrugli magici. Un giorno, mentre si aggirava per il bosco in cerca di una pianta molto rara, si imbatté in un enorme orso. L’animale fece per attaccarlo, ma dal nulla apparve una maestosa aquila, che lo scacciò beccandolo e graffiandolo. Gaetus ringraziò l’aquila, e le domandò che cosa volesse in cambio del favore. Il rapace disse al mago che avrebbe voluto qualcuno su cui vigilare in eterno, e così Gaetus le propose di vigilare su di lui.
Qualche tempo più tardi scoppiò la famosissima guerra tra Corunti e Dainiti; il mago fu chiamato alle armi, e l’aquila lo seguì sul campo di battaglia. Durante un lungo e sanguinoso scontro Gaetus stava per essere colpito da una freccia, ma l’audace aquila si mise in mezzo e venne colpita al suo posto. Il mago fu catturato e condannato a morte dai Dainiti perché praticava la magia, e quando gli fu concesso l’ultimo desiderio, chiese di poter seppellire l’aquila. Salì fino ad una stupenda altura del territorio dei Corunti, da dove si riusciva a dominare tutto il regno e la valle. Lì seppellì la regina dei cieli, e sopra vi posizionò delle pietre. Quando ebbe finito, prima di essere giustiziato, pronunciò queste parole: “O aquila che mi salvasti la vita, con questo gesto esaudisco il tuo desiderio, da quassù veglierai in eterno su tutto il regno e su tutta la valle, e voglia il cielo che questo luogo magico prenda il nome di “Bus de l’aquila”* in tuo onore.”
*bus de l’aquila in dialetto trentino significa “rupe dell’aquila”
Ecco la rupe, si scorge una parte di roccia