Vi sembrerà strano mie care dame e messeri ma si narra che mille e mille anni fa, ancora prima della grande guerra che vide protagonisti i quattro cavalieri, stava a capo delle foreste della montagna un magnifico leone.
Si tramanda che fosse un capo saggio e giusto. Tutti gli animali della montagna lo rispettavano e lo amavano, le foreste prosperavano e la pace regnava. Era inoltre molto forte, forse il più forte di tutta la sua razza.
Non vi erano guerre, ne carestie.
ogni mese radunava tutti i suoi sudditi ai piedi di una grande roccia, porta al centro di uno dei boschi più belli di tutta la montagna.
Li ascoltava tutto ciò che gli animali dicevano. Non faceva mancare loro niente.
La sua fama era così grande che la notizia del grande leone giunse fino all'africa nera.
Li, una tigre che da sempre si credeva la creatura più bella e potente dell'intero pianeta, non voleva credere che esistesse qualcuno più forte di lei.
Era vanitosa e arrogante. Così si mise in viaggio per raggiungere quella meta sconosciuta e lontana dove avrebbe incontrato il suo avversario.
Camminò per molto tempo, nemmeno lei sapeva quanto fosse passato dalla sua partenza.
Giunse così sulle pendici del monte Bondone. Era affamata e vedendo tanti animali indifesi muoversi liberamente nella foresta si avventò contro di loro sbranandoli.
Il grande leone, venuto a sapere dell'arrivo della tigre volle subito che fosse portata al suo cospetto.
- Cosa ti ha spinto ad ammazzare il mio popolo?- domandò il leone con la sua calda voce.
- La fame. Sono mesi che viaggio e di cibo ne ho visto poco.
- perchè sei giunta quì? Cosa ti ha spinto a lasciare la tua terra?
- volevo vederti.
Il leone perplesso domandò il perchè.
- Si raccontava di un leone forte, il più forte, e bellissimo. Non ci volevo credere, perchè sono io l'essere più forte! IO! E NESSUN'ALTRA CREATURA!
La trigre ruggì per dimostrare al leone che le sua parole erano vere.
- Io non mi reputo ne il più forte, ne il più bello! quindi il tuo viaggio è stato inutile! -
- Ma tutti pensano il contrario! Quindi voglio dimostrare a tutti loro che si sbagliano!
- e come pensi di farlo?
- Battiti contro di me, oh grande leone.- nelle parole della tigre c'era tanto odio.
- no. Non si spargerà sangue inutilemte sulla mia terra!
- hai paura? Allora non sei tanto forte come tutti dicono!
Il leone non era come la tigre, lui non si credeva affatto il migliore, ma l'arroganza della tigre lo fece andare su tutte le furie.
Ruggì. E il suo ruggito fece tremare il terreno e il vento soffiò forte.
- E sia allora!- ringhiò e si allontanò dalla tirge.
Il duello era previsto per l'indomani all'alba, nella radura che ospitava la roccia da cui il leone parlava al popolo.
I due iniziarono a combattere.
La tigre sferrava colpi molto potenti e affondava gli artigli e le zanne senza scrupoli, mentre il leone si basava su stratege ben più precise.
Studiava il suo avversario prima di attaccare in modo da a vere più probabilità di successo.
E così fu, il leone atterrò la tigre pestando con la possente zampa sulla gola dell'animale.
- hai avuto ciò che volevi, non ti ucciderò, perchè tu possa tornare nella tua terra e vivere come hai sempre fatto. Ricorda solo che l'arroganza non ti porterà lontano.
La tigre sconfitta lasciò la montagna con la coda tra le zampe. Sconfitta.
Tutti gli animali, dalla piccola ape, al grande cervo acclamarono il loro re.
Il leone sfinito per il combattimento arrancò verso la sua rupe e con il poco fiato che gli restava parlò al suo popolo.
- che si sappia, sudditi miei, che da questo giorno non ci saranno più combattimenti inutili! Non voglio che si dica di me che sono il migliore! Solo io vi chiedo il rispetto! E quello già lo ho.
Gli animali si inchinarono al cospetto del felino che ruggì con l'ultimo fiato che gli restava.
Il suo regno continuò per molto e molto tempo ancora.
Ancora oggi, se passeggiamo per il bosco dei Falchi possiamo vedere la rupe.