Sorrisi.
"Lasciare la patria è davvero doloroso... ma sono grata al destino che mi ha fatto incontrare amici come voi e il vostro padrone, chiunque egli sia."
Chinai il capo in segno di rispetto e mi congedai.
"E ora, col vostro permesso, mi ritirerò nella mia cabina."
Mi inchinai ai due uomini e raggiunsi Giselle.
Ero stanca, ma faticai ad addormentarmi. Ero molto eccitata per il viaggio e non vedevo l'ora di sbarcare.
Accarezzai la sagoma del mio corsetto e sentii, con la punta delle dita, la presenza del tesoro di Loyanna di Wendron. Quella, ormai, era l'unica cosa che mi legava al passato. Forse l'unica che poteva garantirmi un futuro.
Mi interrogai a lungo sul possibile benefattore che aveva salvato me, Giselle, il Monsignore e l'altro nobile signore dalla prigionia, ma gli interrogativi sembravano destinati a restare senza risposta.
Poco a poco scivolai nel sonno.
Potevo approfittare di poche ore di riposo, prima dell'arrivo a Dover.
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Ama, ragazza, ama follemente... e se ti dicono che è peccato, ama il tuo peccato e sarai innocente.
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