“E’ normale esserlo, madame…” disse il vescovo a Melisendra “… ci attende un destino incerto… e non ci resta che affidarci alla Divina Provvidenza…”
Melisendra in quel momento si accorse che Giselle, sotto voce, stava recitando i misteri del Santo Rosario.
Poi, finalmente, in lontananza si videro delle luci.
Prima leggere ed incerte, poi sempre più vive e luminose.
La sagoma di una silenziosa collina apparve davanti alla carrozza, ai cui piedi si riconosceva il profilo dormiente di un piccolo borgo.
La carrozza attraversò velocemente il borgo di San Leucio per poi proseguire verso la cima della collina, dove sorgeva il maestoso e solenne Palazzo del Belvedere, dimora del nobile lord Tudor.
Ormai l’alba era prossima e i primi bagliori del nuovo giorno cominciavano ad illuminare il cielo d’Oriente.
La carrozza giunse ai cancelli della nobile dimora e subito il conducente fu avvicinato dalle guardie del duca.
Un attimo dopo, riconosciuto il prezioso carico, la carrozza fu fatta entrare.
“Vi porgo il mio benvenuto al Palazzo del Belvedere, miei signori.” Disse Jalem, il fedele servitore del duca. “Lord Tudor è stato appena avvertito del vostro arrivo e vi riceverà subito. Vi prego di seguirmi.”
Jalem così li condusse all’interno del palazzo, dove trovarono ad attenderli in una grande sala il nobile signore di quella dimora e di quelle terre.
“Benvenuti in Inghilterra.” Andando loro incontro lord Tudor. “Questo palazzo e l’intero regno sono casa vostra, amici miei.”
__________________
AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO
|