Quando la voce di Essien si spense, sulla tavolata calò il silenzio più fitto.
Osservai Gobert e Tissier scambiarsi occhiate incerte, Fantine giocherellare nervosamente con il bordo della tovaglia, Renart fissare l’anziano capocomico come se attendesse altro... soltanto l’uomo con la maschera sembrava estraneo a tutto questo, continuando a mangiare come se niente fosse.
Valutai la situazione solo per un istante poi, sfoderando il più garbato dei sorrisi, applaudii appena...
“Meraviglioso!” dissi quindi ad Essien, ostentando aria di ammirazione “Un discorso degno di un Cicerone, una presentazione travolgente... mio buon Essien, ben pochi possono vantare la tua loquela, e altrettanto pochi possono pregiarsi di averne beneficiato a tal segno...”
Feci una breve pausa e, lentamente, spostai gli occhi sul nostro misterioso compagno, l’unico che continuava a mangiare in silenzio, incurante, come se fosse completamente solo a quel tavolo.
“Le parole di Essien...” continuai, sollevando distrattamente lo sguardo verso il cielo “mi hanno riportato alla mente ciò che molti grandi attori sostengono: artista immenso è colui che è capace di portare la vita vera sul palcoscenico - essi dicono - ma un inguaribile romantico ed uno sciocco è, invece, chi porta il palcoscenico nella vita, colui che si assimila completamente al suo personaggio e lo impersona anche fuori dal palco, colui in breve che non è più capace di distinguere tra figura e figurante...”
Tornai a fissare l’uomo con la maschera...
“E voi che cose ne pensate, monsieur?” gli domandai, rompendo ogni consuetudine. Lui non aveva mai parlato con nessuno di noi, che non fosse Essien, se non sul palcoscenico. Tutti noi lo sapevamo, così nessuno gli rivolgeva la parole, rispettando il suo silenzio e la sua solitudine... decisi che era giunto il momento di rompere quel privilegio.
“Ditemi... vi è qualcuno sotto la vostra maschera o è davvero monsieur Tafferuille che siede di fronte a me questa sera?”
La domanda era chiaramente provocatoria, ma la mascherai con il più candido dei sorrisi.
Avvertivo gli occhi di tutti su di me, ma io tenevo i miei fissi su quel volto mascherato chino sul piatto che gli stava di fronte... tutto fu immobile per alcuni minuti, poi lo vidi finalmente sollevare lo sguardo e puntare i suoi inclementi occhi azzurri su di me.
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** Talia **
"Essere profondamente amati ci rende forti.
Amare profondamente ci rende coraggiosi."
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