Daniel era a terra, addormentato, sull’umida e sporca pietra della cella.
Immagini inquiete lo tormentavano, come incubi lontani frutto degli ultimi accadimenti.
Era fuggito da Magnus per sfuggire ai Ginestrini e giungere in un paese nuovo, dove sarebbe stato al sicuro.
Ma qui era riuscito a mettersi di nuovo nei guai, oltraggiando uno dei più nobili uomini del regno.
Ad un tratto qualcosa lo destò da quel sonno.
E svegliatosi ricominciò di nuovo a sentire il dolore per quel marchio.
Qualcuno entrò nella cella e pose accanto a lui una scodella con della minestra ed una ciotola d’acqua.
Poi tentò di tiralo su.
“Christian, come stai?” Chiese il giovane valletto John. “Avanti, tirati su e mangia qualcosa… hai bisogno di essere in forze…”
“Ehi, tu… ne hai ancora per molto?” Urlò uno dei guardiani al valletto. “Devi solo lasciargli da mangiare e da bere a quel gaglioffo… non sei mica la sua balia! Avanti, su, vieni via!”
“Resisti, amico mio…” disse sottovoce a Daniel “… io cercherò di tornare presto…”
Ed uscì dalla cella, che il guardiano richiuse subito alle sue spalle.
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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO
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