“Daniel, figlio mio… fuggi, fuggi! E che il Cielo ti protegga sempre!”
“Farai la fine dei tuoi cari, dannato ragazzo!”
“Viva la repubblica! Viva la repubblica!”
“Daniel, i Ginestrini vogliono catturarti! Scappa da questo paese!”
Ad un tratto dei passi destarono il giovane Daniel da quei ricordi confusi nei sogni.
“Svegliati, gaglioffo!” Urlò una delle guardie del duca. “Il duca ha deciso la tua sorte…”
La cella si aprì e Daniel fu tirato su di peso.
Gli furono legati i polsi da strette catene e condotto fuori dalle segrete.
Il giovane fu così portato nelle scuderie e legato con una lunga e spessa catena alle pareti.
“Ecco, così non potrai scappare.” Disse la guardia. “Questa catena è abbastanza lunga per farti muovere in ogni angolo delle scuderie… ora prendi secchio e rastrello e comincia a pulire a terra… e quando avrai finito c’è da pulire i cavalli e dar loro da mangiare e bere. E guardami bene, gaglioffo…” prendendolo per la camicia “… al primo problema che causerai, ti infilzerò io stesso, chiaro? E ricordati che devi rivolgerti a me chiamandomi signore!” E lo spinse a terra.
Un attimo dopo la guardia uscì dalle scuderie, lasciando Daniel a quella sua nuova prigione.
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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO
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