Daniel continuava a pulire le scuderie, anche se nel suo cuore infiammava l’odio e l’astio per quegli uomini che l’avevano marchiato come una bestie e ridotto in schiavitù.
Osservava ogni cosa che lo circondava, ossessionato da un unico pensiero: la fuga.
Ma era possibile fuggire da lì?
A cadenza regolare una guardia passava davanti all’ingresso delle scuderie per sorvegliarlo e i molossi del duca erano pronti ad azzannare chiunque tentasse di avvicinarsi al portone del palazzo.
Ad un tratto Daniel udì dei passi.
Era il valletto John che gli portava cibo e acqua.
“Hai solo pochi minuti per mangiare e bere, gaglioffo!” Gridò la guardia a Daniel. “Poi devi riprendere subito a lavorare, oppure ti frusterò a sangue! E ricorda… non aspetto altro che tu mi dia una scusa per infilzarti!” e rise forte.
“Tieni, mangia e bevi…” mormorò a bassa voce John porgendo il cibo e l’acqua a Daniel “… e mi raccomando, non fare sciocchezze…”
Ad un tratto si udirono delle grida di gioia e dei cavalli.
“Ehi, sir Hagus è qui!”
Poco dopo gli stallieri riportarono dei cavalli nelle scuderie, proprio sotto lo sguardo del nuovo arrivato.
“Come è andato il viaggio, messere?” Chiese Jalem accorso per salutare Hagus.
“Faticoso ma senza troppi intoppi.” Rispose questi. “Annunciami a lord Tudor, lo vedrò subito. Chi è quello?” Chiese poi fissando Daniel.
“Quello? E’ solo un ladruncolo che si è introdotto nel Belvedere…” rispose Jalem “… che però è stato tanto folle da insultare il duca.”
“Davvero?” Sorpreso Hagus. “Ed è ancora vivo?”
“Si, pare sia intervenuta lady Gonzaga, la pupilla del duca” fece Jalem “e grazie a lei lord Tudor invece di ucciderlo ha deciso di prenderlo tra i suoi servi.”
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AMICO TI SARO' E SOLO QUELLO... E' UN SACRO PATTO DA FRATELLO A FRATELLO
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